Parlare di nuova pandemia per l’Hantavirus è fantamedicina, secondo l’infettivologo Perrella del Cotugno di Napoli

Serve un contatto prolungato con un soggetto già sintomatico e il virus si trasmette in maniera diversa dal Covid, spiega Alessandro Perrella, infettivologo del Cotugno di Napoli.
Intervista a Dott. Alessandro Perrella
Direttore dell'Unità Operativa Complessa malattia infettive emergenti dell'Ospedale Cotugno di Napoli
A cura di Peppe Pace
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Alessandro Perrella, direttore dell’UOC Malattie infettive emergenti all’0spedale Cotugno di Napoli
Alessandro Perrella, direttore dell’UOC Malattie infettive emergenti all’0spedale Cotugno di Napoli

Giusto parlare di focolaio, ma senza allarmismi. È il parere di Alessandro Perrella, direttore dell'Unità Operativa Complessa Malattie infettive emergenti all'ospedale Cotugno di Napoli, che a Fanpage.it ha fatto il punto sugli 11 casi segnalati di infezione da Hantavirus Andes, scoppiato sulla nave da crociera Hondius, di cui solamente 8 sono stati accertati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. "Pensare che ci troviamo di fronte all'inizio di una nuova pandemia – spiega – è fantamedicina". Negativi i due italiani che facevano parte dell'equipaggio e che da Tenerife, dove tutti i passeggeri della nave sono scesi, sono poi sbarcati a Fiumicino per raggiungere la Campania e la Calabria. 

Cos'è l'Hantavirus, ceppo delle Andes

Sebbene l'Hantavirus sia un virus che molto raramente può dare seguito a un'infezione per via interumana, in questo caso è avvenuto, quindi quello che veramente ci interessa è come il virus si trasmette tra gli esseri umani. Innanzitutto, spiega Perrella: "Il virus ha bisogno di contatti molto ravvicinati e prollungati e quando il soggetto viene infettato, il virus può dare due forme di patologia: una patologia respiratoria e una patologia sistemica multi-organo, vale a dire che interessa più organi e non principalmente l'apparato respiratorio".

Non si tratta di un virus sconosciuto, gli scienziati lo conoscono dalla fine degli anni Settanta, quando è stato isolato, ma il mondo lo ha conosciuto poco più di un anno fa, quando piangevamo la scomparsa del celebre attore americano Gene Hackman, vittima di Hantavirus. Lo abbiamo ritrovato un anno dopo su una nave da crociera, un luogo dove i contatti ravvicinati sono all'ordine del giorno.

Le differenze col SARS-CoV-2

La capacità che un virus ha di propagarsi tra gli esseri umani è legata alla genetica del virus stesso: "Quando il virus infetta il sistema respiratorio, non ha una grandissima emissione di particelle di flugge (le cosiddette droplets) a differenze del SARS-CoV-2 e quando le ha, le ha in particolare nel soggetto sintomatico. Questo è un punto fondamentale: "Se io dovessi sviluppare l'infezione – spiega Perrella – divento contagioso". Per il Covid, la malattia causata dal SARS-CoV-2 che ben conosciamo, non funziona così, dal momento che anche una persona asintomatica ma infetta, il famoso "portatore sano", può trasmettere il virus, circostanza che ha reso particolarmente ostico isolarlo e limitare i contagi.

I protocolli del sistama sanitario e l'eredità del Covid

Indipendentemente dai provvedimenti di natura politica e legislativa, il sistema sanitario ha i suoi protocolli che si attivano automaticamente a livello internazionale: "A partire dal bollettino diffuso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che è l'ente preposto a lanciare l'allarme, si attivano i protocolli di sorveglianza attiva e contact tracing, quello che in gergo si chiama preparedness: "Il nostro sistema sanitario nazionale, come quello di ogni paese, ha un sistema di preparedness, significa che siamo preparati a fronteggiare eventuali situazioni di particolare rilievo attraverso la sorveglianza attiva e il contact tracing, col supporto di laboratori qualificati in caso di nuovi contagi. "Il Covid ci ha insegnato una sorta di multidisciplinarietà che prima non avevamo. In una futura pandemia, quello che faremo è stringerci tutti quanti, facendo blocco e affrontare il pericolo compatti".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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