Rapporti col clan Contini, maxi sequestro a imprenditore. Sigilli anche alla società del Club Partenopeo

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A cura di Nico Falco
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L’imprenditore, dopo la scarcerazione, avrebbe allacciato rapporti con esponenti di primo piano del gruppo criminale ai vertici dell’Alleanza di Secondigliano.

C'è anche la società che gestisce il Club Partenopeo, il noto locale di Coroglio, oltre ad abitazioni di lusso a Posillipo, tra i beni sequestrati all'imprenditore 40enne Gabriele Esposito, già condannato in passato per rapporti coi clan: dopo la sua scarcerazione si sarebbe avvicinato a esponenti dei Contini, gruppo criminale componente di vertice dell'Alleanza di Secondigliano. Il decreto di sequestro, per un valore complessivo di 10 milioni di euro, è stato emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta del Procuratore di Napoli e del direttore della Direzione Investigativa Antimafia.

Il provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Napoli (presidente Areniello) ai sensi del Codice Antimafia riguarda 5 società, quattro unità immobiliari (tra cui un attico e un superattico a Posillipo) e 28 rapporti finanziari. Il locale di Coroglio è uno dei più noti della movida napoletana e ha ospitato numerosi eventi con artisti di rilievo internazionale, tra cui, a fine giugno 2026, il rapper americano 50 Cent. Esposito è stato identificato come gestore di fatto. Il locale resterà comunque aperto: le società finite sotto sequestro verranno affidate ad un amministratore giudiziario indicato dal Tribunale.

Esposito era stato già condannato per associazione mafiosa, per i rapporti coi clan nel tempo egemoni nella zona di piazza Mercato, nel centro di Napoli; attualmente libero, secondo le indagini, a seguito della sua scarcerazione, già nel 2017 avrebbe avuto rapporti con esponenti di primo piano del clan Contini. Gli accertamenti effettuati dal Centro Operativo della Dia di Napoli, inoltre, avrebbero evidenziato una sproporzione tra la capacità reddituale dell'imprenditore e le effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie. Le verifiche mirate su Esposito sono frutto di integrazioni investigative del 2019, quando a capo della Procura di Napoli c'era Giovanni Melillo, attualmente Procuratore Nazionale Antimafia, e alla guida della Dia di Napoli c'era il generale Giuseppe Governale; la posizione dell'imprenditore è stata attualizzata dai loro successori, il procuratore Nicola Gratteri e il generale Massimo Masciulli.

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