Comitati in piazza per protestare contro il nuovo deposito costiero di gas (GNL) che dovrebbe sorgere all’interno del Porto di Napoli, con progetto presentato da due società leader del settore, Edison e Q8. Ieri un centinaio di persone si è riunito nella spiaggia di Vico Prima Marina ai Due Palazzi a San Giovanni a Teduccio in assemblea pubblica. Il nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata, come suo primo atto, ha revocato il bando di gara per l’ampliamento della darsena di San Giovanni a Teduccio, ed ha sospeso il progetto di deposito costiero di gas naturale liquefatto (GNL). La decisione è stata condivisa con il Comune di Napoli, la Città Metropolitana e la Regione Campania nell’incontro del 22 marzo.

In piazza i comitati della zona orientale, circa una quindicina, e anche esponenti del Movimento 5 Stelle, con il senatore Vincenzo Presutto, che ha presentato un’interrogazione sul GNL, e la consigliera comunale Marta Matano. “Sembrerebbe – scrivono i comitati del NO –  che sia stata messa una croce sopra sia sul previsto ampliamento della banchina di Levante tramite cassa di colmata, che avrebbe tombato lo specchio di mare della darsena per ospitare container commerciali, sia sul serbatoio per lo stoccaggio di 20.000 metri cubi di Gas Naturale Liquefatto (GNL) previsto sul Molo Vigliena. Diciamo sembrerebbe perché, in particolare per quanto riguarda il serbatoio di GNL, tutto dipenderà dalle scelte del governo e dalle pressioni delle multinazionali che hanno avanzato il progetto (già sottoposto a procedura di VIA -Valutazione di Impatto Ambientale)”.

“Napoli – prosegue la nota – è uno degli otto porti italiani in cui è prevista dal Piano Energetico Nazionale la realizzazione di un deposito di stoccaggio di GNL”. Le due società proponenti, Edison e Q8, hanno fatto domanda al ministero della Transizione ecologica per autorizzare l'impianto. L’impianto dovrebbe servire a sviluppare l’uso di gas naturale come combustibile a minor impatto ambientale nel settore dei trasporti marittimi e su gomma al fine di abbattere le emissioni in atmosfera. La presenza di un’infrastruttura di approvvigionamento di GNL consentirebbe al Porto di Napoli di diventare un polo competitivo di attrazione per i mezzi navali più ecosostenibili che transitano nel Tirreno (crociere e merci). In più rappresenterebbe anche una grande opportunità occupazionale. Ma i comitati sono contrari alla realizzazione di un nuovo impianto a Napoli Est, ex zona industriale di Napoli ancora da riqualificare in gran parte, dove attualmente già insiste peraltro la “centrale elettrica Tirreno Power”. Secondo i manifestanti le ricadute occupazionali sarebbero marginali, mentre preferirebbero puntare sul turismo per la riqualificazione della zona orientale.