Perché Eav ha fermato Circumvesuviana e linee Flegree per allerta meteo e poco dopo le ha riattivate
Alle 3 del pomeriggio circa di ieri, giovedì 8 ottobre, ai binari di piazza Garibaldi e al terminal di Porta Nolana i viaggiatori scendevano dagli ultimi convogli della Circumvesuviana in una stazione dove non partiva più nulla. Gli autobus sostitutivi erano stati annunciati ma non si vedevano. Dopo circa mezz'ora è arrivato il contrordine: i treni ripartono. Migliaia di pendolari di Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea hanno vissuto così un pomeriggio di caos, per una decisione dell'Ente Autonomo Volturno presa e ritirata nel giro di pochi minuti.
La Protezione civile della Regione Campania aveva diramato un'allerta meteo arancione valida dalle 15 di giovedì per 24 ore, con precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio e temporale, localmente di moderata o forte intensità, e criticità per rischio idrogeologico diffuso e idraulico localizzato. Poco dopo le 14.30 Eav ha comunicato la sospensione totale della circolazione sulle linee vesuviane e flegree a partire dalle 15, fino al giorno successivo e comunque fino a nuovo avviso. Restavano attive soltanto la Napoli-Piedimonte Matese e la metropolitana Piscinola-Aversa.
L'annuncio ha sorpreso i viaggiatori e, in molti casi, anche i dipendenti. Chi poteva ripiegava sui treni di Trenitalia verso Salerno e Castellammare di Stabia, gli altri aspettavano. Poco prima delle 15.35 una nuova nota di Eav ha annunciato la ripresa della circolazione sulle linee flegree e vesuviane, precisando che eventuali variazioni sarebbero state comunicate sui canali ufficiali. Per il resto del pomeriggio i ritardi si sono rincorsi a catena.
Per capire la chiusura bisogna tornare indietro di qualche mese. Durante una serie di audit, Ansfisa, l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, ha contestato a Eav alcune non conformità. Una riguardava l'assenza di un piano d'azione per gestire le allerte meteo: sulle linee dell'azienda manca una valutazione completa dell'impatto idrogeologico. Secondo quanto risulta a Fanpage.it, una parte della documentazione è stata prodotta ma non è ancora pronta per essere valutata. È un ritardo ereditato dalla gestione precedente.
Per completare il piano servono la mappatura del territorio attraversato dai binari, l'analisi del rischio idrogeologico e la definizione degli interventi. Secondo le stime, almeno altri dieci mesi di lavoro a esser ottimisti. In attesa del piano, Eav aveva scelto una misura cosiddetta «di mitigazione». A settembre 2026 un ordine di servizio ha equiparato le allerte arancioni per rischio idrogeologico a quelle rosse, con le stesse precauzioni e quindi la chiusura delle linee. Dalle statistiche interne dell'azienda risulta che l'ultima allerta arancione con quelle caratteristiche risaliva a quattro anni fa: è probabilmente per questo che nessuno aveva previsto l'impatto della regola alla prima occasione utile. Il ragionamento attribuito all'azienda è che un'allerta arancione, in assenza di un sistema di controllo della linea, imponga la chiusura secondo le indicazioni di Ansfisa.
Il dietrofront è maturato in tempi strettissimi. La Prefettura di Napoli aveva convocato il Centro Coordinamento Soccorsi dopo le bombe d'acqua e in quel contesto sarebbe maturata anche l'opinione di non paralizzare il rientro dei pendolari chiudendo le tratte così affollate senza un minimo preavviso. E così è stato l'amministratore unico di Eav, Pietro Diamantini, a dover prendere una decisione: ha avviato un'interlocuzione con Ansfisa, conclusa con il via libera alla ripresa del servizio. L'autorizzazione è arrivata rapidamente, con l'intenzione di monitorare la situazione nelle ore successive. L'ordine di servizio di settembre è stato poi ritirato.
Punzecchiano i comitati dei pendolari: «La Circumvesuviana è mai stata interrotta per cause naturali, superò persino l'eruzione del Vesuvio e solo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale riuscirono a fermare momentaneamente la linea di Baiano. Oggi basta un'allerta meteo arancione per mandare in tilt i vertici aziendali» scrivono Enzo Ciniglio, Salvatore Ferraro, Marcello Fabbrocini e Salvatore Alaia.
Il ritiro chiude l'emergenza di giovedì ma non il problema di fondo. Senza il piano richiesto da Ansfisa, la gestione delle allerte meteo sulle ferrovie regionali resta affidata a decisioni prese di volta in volta. I comitati dei pendolari parlano di un forte sospetto di mancato adeguamento alle norme di sicurezza e chiedono di sapere come Eav intenda gestire le prossime allerte, in un autunno appena cominciato e un inverno che si preannuncia pieno di incertezze sul fronte meteo.