Il palazzo occupato di Piazza Miraglia, a Napoli, diventerà uno studentato privato

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Il palazzo occupato di Piazza Miraglia
Ci vivono dal 2014 una ventina di persone senza casa: il finanziamento è di 798mila euro pubblici e il 70 per cento dei posti letto sarà a prezzi di mercato.

Il piano per la costruzione di alloggi per studenti in tutta Italia dovrebbe concludersi entro il prossimo anno, con la messa a disposizione di nuovi posti letto entro giungo 2027. Dopo i finanziamenti del PNRR, circa 1,2 miliardi di euro, spesi attraverso il Dm 481/24, sono stati assegnati ad agosto i fondi dello Student Housing, un investimento di 600 milioni di euro messi a disposizione da Cassa depositi e prestiti per raggiungere gli obiettivi mancati con i fondi Pnrr. La Campania è tra le regioni dove sorgerà il maggior numero di nuovi studentati, tutti gestiti da privati, tranne due realizzati con i fondi Pnrr dall'agenzia al diritto allo studio campana, che per 12 anni avranno l'obbligo di destinare appena il 30% del totale dei posti letto a studenti titolari di misure di welfare universitario, come borse di studio e contributi all'alloggio, mentre il 70% dei posti letto sarà messo sul mercato privato. Un'idea di soddisfacimento del diritto all'abitare, in questo caso per gli studenti universitari, che sta facendo molto discutere, sia per l'assoluta rilevanza dei privati che gestiranno le nuove strutture, sia per la riserva così esigua destinata agli affitti calmierati.

A Napoli una delle strutture che hanno appena ricevuto il finanziamento sui fondi di Cassa depositi e prestiti, dovrebbe sorgere in un palazzo occupato dal 2014 da persone in emergenza abitativa. I titolari del finanziamento hanno quindi chiesto lo sgombero rapido degli occupanti per realizzare gli alloggi per studenti. Un paradosso del diritto all'abitare: si sgomberano famiglie poverissime per permettere la realizzazione di posti letto per studenti che nella maggior parte dovranno pagare prezzi di mercato. Il dubbio è che non ci sia nulla di "sociale" in tutto questo.

La pioggia di fondi per gli studentati

Il Ministero dell'Università ha dapprima utilizzato i fondi del PNRR per realizzare gli studentati in Italia, attraverso lo strumento legislativo del Dm 481/24, che aveva come obiettivo la realizzazione di 60.000 posti letto entro l'inizio dell'anno accademico 2026/2027. Un obiettivo fallito, perché le risorse del PNRR si sono esaurite nella primavera scorsa come da termine ultimo del piano nazionale di ripresa e resilienza. Ciò che non era stato concluso entro la primavera non ha ricevuto i finanziamenti. Come già raccontato da Fanpage.it, a Napoli, con i fondi PNRR erano stati stanziati 147 milioni di euro per 26 nuove strutture per un totale di addirittura 7.465 posti letto.

Il finanziamento sarebbe stato erogato in un'unica tranche nel momento in cui venivano messi a disposizione i posti letto, tenendo in considerazione le tempistiche del PNRR che prevedevano la fine delle opere tra marzo e maggio 2026. Questa condizione ha portato ad una sfilza di rinunce ed esclusioni, decretate dal MUR nella primavera del 2026. E così l'interno piano nazionale ha realizzato la metà dei posti letto che aveva previsto, solo 30.000, con una situazione a Napoli che ha visto "resistere" solo 12 progetti per 26 milioni di euro e 1.311 posti letto. Un flop oggettivo da cui poi è nata la decisione del MUR di avviare un nuovo investimento, stavolta con i soldi di Cassa Depositi e Presiti che ha stanziato 600 milioni di euro per il completamento del piano iniziale che era previsto con i fondi del PNRR.

L'obiettivo è di raggiungere i 60 mila posti letto entro giugno 2027, rendendoli disponibili per il prossimo anno accademico. Ad agosto sono stati assegnati i finanziamenti, in Campania sono previsti 73 nuovi progetti. Ma i dati ufficiali, per ragioni non meglio precisate di "riservatezza", non riportano gli indirizzi e le località in cui questi interventi saranno realizzati. Di certo a Napoli è previsto l'intervento in Piazza Miraglia che sarà realizzato dalla Via Tribunali Impresa Sociale S.r.l., con un finanziamento di 798 mila euro, a valere sul fondo Student Housing di Cassa Depositi e Prestiti, per la realizzazione di 40 posti letto, come da graduatoria pubblicata lo scorso 26 agosto.

Lo sfratto ai senza casa per realizzare lo studentato

Ma a Piazza Miraglia, nello stesso stabile in cui si dovrà realizzare uno dei tantissimi nuovi studentati privati previsti in città, ci vive già qualcuno. Nell'edificio, di proprietà dell'Ordine dei servi di Maria, vivono una ventina di persone dal 2014. Si tratta di persone in emergenza abitativa, sfrattate per morosità incolpevole, oppure perché non sono riuscite più a pagare l'affitto per la perdita del lavoro, che hanno occupato la ex struttura religiosa per avere un tetto sulla testa. Negli anni i tentativi di speculazione e le richieste di sgombero dell'immobile sono state innumerevoli, in una diatriba tra la società che gestisce il patrimonio delle suore e gli occupanti che si trascina da anni.

Ora con l'approvazione del progetto da 798 mila euro per farne uno studentato privato, la situazione rischia di creare una ennesima emergenza sociale legata al diritto all'abitare nella città di Napoli. "Sgomberano dei poverissimi per farne uno studentato per ricchi" spiega a Fanpage.it, Alfonso De Vito della Rete per il diritto all'abitare. D'altronde il 70% dei posti letto sarà messo sul mercato senza alcun calmiere, come la legge consente, e guardando ai prezzi del mercato immobiliare napoletano, appare difficile immaginare che quella quota sia accessibile a tutti. "Queste persone vivono lì per pura emergenza abitativa, si tratta di persone molto fragili e multiproblematiche – sottolinea De Vito – i preti non sono mai voluti essere degli interlocutori perché hanno sempre delegato a questi imprenditori, che gestiscono già un albergo in centro, l'interfaccia con gli occupanti. Non si è mai riusciti a trovare un dialogo ed una soluzione, l'unica proposta avuta era appoggiarsi in un convento in un paesino della provincia di Caserta, un posto irraggiungibile che sembrava più un esilio che una proposta per persone con figli piccoli e senzatetto. Si era arrivati ad una tregua giudiziaria di due anni, conclusa la quale è arrivata la notizia che vogliono farci uno studentato privato, quindi la possibilità di sgombero imminente è concreta".

La misura del fondo Student Housing, proprio come il Dm 481/24, consente il cambio di destinazione d'uso degli stabili interessati dalla realizzazione degli studentati, elemento che contribuirà a cambiare la composizione dei territori dove verranno realizzati. "Lo stabile tra l'altro è composto da ex uffici da tempo malridotti e gli stessi abitanti vorrebbero una soluzione che porti a lasciare la struttura. Ci sono 3 persone anziane che prima vivevano al dormitorio pubblico, una ragazza che viveva in strada, una donna che fino a poco tempo fa conviveva con una madre affetta da demenza senile, alcune famiglie con minori, insomma parliamo di persone davvero in difficoltà, sgomberarli significa mettere queste persone in strada" prosegue l'attivista che rivolge un appello ai proprietari. "Il nostro appello va all'Ordine dei Servi di Maria, troviamo una soluzione per garantire un tetto a queste persone. Non decida solo il denaro."

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Una manifestazione per il diritto all'abitare a Napoli

Il piano contestato dagli studenti

Quello di Piazza Miraglia non sarà l'unico studentato privato previsto dai piani del governo che sorgerà nel centro di Napoli, altri sono stati già approvati con il Dm 481/24, altri ancora invece saranno frutto di investimenti privati dei grandi fondi immobiliari che, a Napoli come altrove, hanno deciso di investire in maniera importante negli alloggi per studenti, aggredendo il segmento di mercato lasciato scoperto dalle conseguenze dell'overtourism. Il boom delle case vacanza infatti ha ridotto incredibilmente il numero di alloggi per studenti nel mercato delle locazioni private, rendendo molto difficile per chi va all'università trovare un alloggio, generando inevitabilmente un aumento dei prezzi considerevole. In città dunque l'operazione degli studentati cambierà in maniera importante la geografia dei territori, grazie anche al cambio di destinazione d'uso.

La misura è contestata anche dai collettivi universitari, come il CAU di Napoli, che contestano il maggiore beneficio per i privati, dimostrato dalle quote riservate ai prezzi calmierati, e che hanno assicurato solidarietà agli abitanti di Piazza Miraglia. I quartieri San Giuseppe e Porto, all'interno della Municipalità 2, dove insiste il palazzo occupato di Piazza Miraglia, sono al centro del fenomeno. Secondo i dati del Comune di Napoli il rapporto tra le case esistenti ed i residenti effettivi e stabili è di appena il 60% rispetto alla media cittadina dell'84%.

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