Ordinanza movida, corteo degli abitanti a piazza San Domenico Maggiore: “Abbiamo diritto al riposo”

Manifestazione degli abitanti del centro storico di Napoli in piazza San Domenico Maggiore oggi pomeriggio, per protestare contro la movida rumorosa. Dopo i cortei dei titolari di baretti e ristoranti che chiedono al Comune di revocare l'ordinanza che ha imposto nuovi limiti orari di chiusura alle 2 nel weekend e alle 22,30 negli altri giorni, a scendere in piazza questa volta sono i residenti, assieme al Comitato Vivibilità Cittadina, presieduto da Gennaro Esposito. Il corteo è stato organizzato per oggi, giovedì 7 maggio, alle ore 17.
"Una città è tale se è accogliente, vivibile, uguale, legale – sostiene il Comitato – gratuita e civile per tutti. Il diritto alla salute e alla vivibilità delle abitazioni dei napoletani, nelle quali vivono interi nuclei familiari, non è negoziabile. Eppure, nonostante le numerose pronunce del Tribunale di Napoli e del TAR Campania, c'è ancora chi pensa di avere più diritti degli altri nel vivere la città, trincerandosi dietro presunti miglioramenti e il cosiddetto ricatto occupazionale. Ambiente e salute sono valori irrinunciabili sanciti dalla nostra Costituzione. Ci sono disabili e bambini ai quali sono preclusi interi quartieri di Napoli. In alcuni contesti, che ben conosciamo, è negato persino il diritto al soccorso e alla mobilità".
Gli abitanti del centro di Napoli: "Vogliamo una città vivibile"
"Vogliamo una città vivibile, civile, uguale, legale e accogliente – aggiungono – Rivendichiamo il nostro diritto a essere cittadini con pari dignità e chiediamo che le istituzioni adottino ogni misura necessaria per garantire i livelli minimi di cittadinanza. Non accettiamo mediazioni sulla pelle di disabili, bambini, anziani e cittadini liberi, che hanno il diritto di godere in egual modo dello spazio pubblico, oggi gravemente compromesso da una commercializzazione spinta, favorita da un'amministrazione che, di fatto, ha messo in vendita la città, seguendo una direzione intrapresa da oltre un decennio. Il risultato di questa assenza di tutela è una progressiva desertificazione, che riduce Napoli a un parco giochi, neppure a tema, dove chiunque pensa di poter saccheggiare la città, a partire dalla camorra e dal malaffare. Noi ci siamo e vogliamo esserci: non siamo invisibili né fantasmi, utili solo durante le competizioni elettorali. Napoli non è in vendita. La città non è un bene di consumo".