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21 Novembre 2022
8:37

Napoli, abbattuta la casa dell’attore Marotta di “Ciribiribì Kodak”: le ruspe arrivate oggi all’alba

Le ruspe arrivate all’alba hanno iniziato la demolizione della casa di Poggioreale, dove l’attore, affetto da nanismo, viveva assieme alla mamma 88enne disabile.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Foto della demolizione (a sinistra) Fanpage.it. A destra l’attore Davide Marotta
Foto della demolizione (a sinistra) Fanpage.it. A destra l’attore Davide Marotta

Abbattuta questa mattina la casa a Napoli dell'attore Davide Marotta, noto al grande pubblico per aver interpretato lo spot "Ciribiribì Kodak" negli anni '80 e per le sue interpretazioni in diversi film di successo, come la Passione di Cristo Mel Gibson e il Grillo Parlante nel Pinocchio di Matteo Garrone. Le ruspe sono arrivate all'alba, a 23 anni dalla sentenza di demolizione arrivata nel 1999. Nella casa, un ex rudere dell'Ottocento, l'attore, affetto da una forma di nanismo e di invecchiamento precoce, viveva nella casa assieme alla mamma quasi 90enne e disabile al 100% e al fratello. In quella casa, aveva raccontato a Fanpage.it, ci era nato e la sua famiglia ci viveva da circa 100 anni. Diverse persone del quartiere e familiari questa mattina sono accorsi sul posto in segno di affetto e vicinanza a Davide: "Abbiamo il cuore aperto – dicono – speriamo un giorno di poter avere giustizia".

Foto Fanpage.it
Foto Fanpage.it

L'attore aveva fatto nuovo ricorso e consegnato le chiavi sabato

Sull'abitazione, un ex rudere dell'Ottocento, pendeva una sentenza di demolizione della Procura della Repubblica di Napoli del 1999. Marotta aveva vinto nel 2022 il ricorso al Tar che aveva sospeso il diniego del Comune al condono. Ma la procedura di abbattimento era proseguita in Procura, che stamattina ha dato esecuzione alla demolizione. Marotta aveva presentato un nuovo ricorso contro l'abbattimento la scorsa settimana, appellandosi alla Convenzione Europea che tutela il diritto inalienabile al domicilio e sabato aveva consegnato le chiavi dell'abitazione alle forze dell'ordine.

La consegna delle chiavi di casa, avvenuta sabato scorso
La consegna delle chiavi di casa, avvenuta sabato scorso

Nappi (Lega): "Comune indifferente, giustizia sorda"

Per Severino Nappi, capogruppo della Lega in Campania,

Dispiace molto che non si siano voluti attendere gli approfondimenti sollevati con l’ultima istanza presentata dai legali di Davide Marotta, a cui questa mattina è stata abbattuta la casa. La vicenda denuncia in maniera inequivocabile tutte le contraddizioni della giustizia, oltre che l’eccesso di burocrazia che si nasconde dietro queste vicende. Mi auguro che il sindaco Manfredi, che ha la responsabilità anche del controllo e della censura di comportamenti di inefficienza amministrativa, agisca con un cambio di tendenza netto rispetto alla drammatica gestione De Magistris e adotti nell’immediato severe misure contro i burocrati degli uffici comunali, che negli anni non sono riusciti ad esaminare una richiesta di condono il cui diniego era stato bocciato dal Tar.

Nappi, che è stato tra i primi a raccogliere la richiesta di aiuto di Marotta, era già intervenuto la scorsa settimana, chiedendosi "dove fosse l’urgenza di abbattere la casa ad una persona affetta da nanismo e a sua mamma quasi 90enne e invalida a 23 anni dalla sentenza”. Gli appelli a rivedere il caso, però, non hanno sortito l'effetto sperato. Ma Nappi prosegue la battaglia:

Questa, come le decine di migliaia di altre istanze che giacciono negli uffici chissà dove. Chiedo inoltre a chi si erge a paladino contro l’abusivismo di necessità, in che modo il materiale di risulta proveniente dalla demolizione della casa di Marotta e delle altre abitazioni abbattute dalle ruspe miglioreranno l’ambiente nella nostra regione. E se i tanti soldi che occorreranno per lo smaltimento non potevano essere impiegati per finalità migliori e più utili ai cittadini campani”.

La casa di Davide Marotta prima dell’abbattimento
La casa di Davide Marotta prima dell’abbattimento

Martedì scorso la protesta del quartiere

Martedì scorso, 15 novembre, una manifestazione di protesta del quartiere, con tante persone, aveva fermato le ruspe. L'abbattimento era stato rinviato di alcuni giorni. Dopo il grido di dolore di Marotta, nel quartiere era partito un tam tam per scongiurare la demolizione. Marotta, tramite i suoi legali, aveva presentato un nuovo ricorso. L'abbattimento però è arrivato lo stesso alla fine.

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