Gli audio dei corsi OSS in Campania: “La pressione arteriosa? Non so cos’è”. E il candidato viene promosso

Sono decine di ore le registrazioni audio effettuate da un membro delle commissioni d'esame per i corsi di formazione professionale in Campania. E' grazie a questa fonte, che ha consegnato tutto il materiale a Fanpage.it ed ai Carabinieri, che è stato possibile scoperchiare il vaso dei corsi di formazione professionale, con esami risposte ai test suggerite ed esami con esito positivo in cui i candidati non conoscevano nemmeno le basi del mestiere.
La nostra fonte è stato segretario di commissione d'esame in provincia di Salerno e dal 2023 al 2025 ha registrato decine di esami. Di quelli per Oss ed Osa abbiamo già parlato nell'inchiesta di Fanpage.it, ma ci sono anche altri esami che sono stati registrati dalla nostra fonte. Manutentore del verde, Addetto al servizio ai piani, Operatore per l'infanzia, sono alcune delle qualifiche dei corsi di formazione che sono stati registrati. Ed anche qui, i casi di candidati promossi senza una vera preparazione, oppure di compiti redatti sotto suggerimento sono numerosi. Ma si evince anche un rapporto singolare tra gli enti di formazione e i membri delle commissioni, di cui due sono dipendenti della Regione Campania, il presidente ed il segretario, e gli altri vengono nominati dall'ente di formazione stesso. Alcuni enti di formazione corrisponderebbero dei "gettoni" di presenza, in soldi contanti, ai componenti della commissione, erogando importi superiori a quelli previsti dalle tabelle.
L'addetto al servizio ai piani che non sa cos'è la reception
Il 18 settembre del 2024 si tiene a Battipaglia l'esame per il corso di formazione professionale per la qualifica di "Addetto al servizio ai piani". La nostra fonte registra tutto l'esame, sia la parte scritta che la parte orale, fino a quando non lascia la struttura. Come si evince dagli audio, e dal dossier consegnato ai Carabinieri, durante la prova scritta i candidati si trovano con i banchi praticamente attaccati, in questo modo è più facile copiare. Ma nonostante "l'aiutino" per sbirciare, all'interno dell'aula girano tra i banchi dei dipendenti dell'ente di formazione, che non dovrebbero assolutamente essere lì. I dipendenti passano tra i banchi e, come si sente dagli audio, suggeriscono le risposte ai candidati. Un esame scritto che è sostanzialmente una farsa. Il corso, prima della prova orale, prevede una prova pratica in cui i candidati devono misurarsi con uno scenario lavorativo. Ma quando le tracce della prova pratica arrivano in aula, a portale sono i dipendenti dell'ente di formazione, non la presidente della commissione o magari gli altri membri della commissione.
Nessuno sa da dove siano arrivate le tracce per la prova pratica, che però vengono immediatamente consegnate. Quando la Presidente chiede ad un dipendente dell'ente in cosa consiste la prova pratica, la risposta è: "Non è altro che una domanda aperta a cui loro devono poi rispondere”. A quel punto la presidente di commissione dice che si tratta quindi della prova orale, ed il dipendente risponde: "Si la prassi di procedura dice che prova scritta, poi prova pratica, in realtà poi l’orale abbraccia tutti e due…". In buona sostanza dopo l'esame scritto, le cui risposte sono state suggerite tra i banchi dai dipendenti dell'ente, la prova pratica e quella orale vengono accorpate in una domanda aperta. Così si è svolto questo esame, a partire da una sola domanda aperta come prova pratica e orale, la cui origine tra l'altro non è nota, essendo arrivate dai dipendenti dell'ente e non dalla commissione.
In tutti gli esami le domande sono massimo due o tre, ma anche in questo caso la meraviglia non tarda ad arrivare. C'è una candidata a cui viene chiesto cos'è la reception. Non lo sa. "Non so che significa, parlate italiano" risponde. Poco dopo ad un'altra candidata vengono poste poche domande, ma non risposte a nessuna di queste. Entrambe chiaramente saranno promosse.
La proposta di illecito: "Vogliamo fargli rifare il compito?"
Durante le decine di esami a cui ha preso parte la nostra fonte non sono mancati gli scontri, anche feroci, con alcuni membri delle commissioni ed anche con i titolari degli enti di formazione. Gli scontri, come si evince dalle registrazioni, nascevano sempre per lo stesso motivo: aiutare un candidato che aveva sbagliato l'esame. Rifare un compito, correggere una risposta, rifare un esame orale, sono queste alcune delle richieste che i titolari degli enti di formazione hanno fatto alla nostra fonte, che chiaramente si è sempre opposta, ma il tenore delle richieste e la naturalezza con cui sono state fatte ci indica una prassi evidentemente consolidata.
Ma la nostra fonte in questi due anni non si è limitato a registrare gli audio degli esami, poi consegnati a Fanpage.it, ma ha anche allertato a più riprese i dirigenti della Regione Campania su come avvenivano questi esami. E' la dottoressa Natalia D'Esposito, dirigente regionale della formazione lavoro, ad aver ricevuto le lettere della nostra fonte, che nero su bianco aveva denunciato episodi anche molto gravi. Uno di questi è quello che avviene a Ispani in provincia di Salerno, il 18 dicembre del 2024. Si tiene un corso di formazione per "Manutentore del verde", che prevede come prima prova una test scritto. Al termine dell'esame scritto risultano non idonei due candidati che avevano sbagliato troppe risposte.
Dopo la correzione dei compiti, il titolare dell'ente di formazione chiede, rispetto ad una delle due candidate bocciate alla commissione: "Vogliamo farglielo rifare? Solo a lei, in un'altra stanza". Il titolare dell'ente di formazione quindi chiedeva di commettere un illecito, ovvero la ripetizione della prova sbagliata. A supportare la richiesta del titolare dell'ente interveniva una dipendente dell'ente di formazione che aggiungeva una frase inquietante: "I personaggi li conosci no?".
L'allusione potrebbe riguardare la pericolosità della famiglia della candidata. A quel punto la nostra fonte e la presidente della commissione si oppongono alla richiesta di illecito avanzata dal titolare dell'ente e da una sua dipendente. La presidente, confermando la bocciatura dice: "Ci siamo anche allontanati dall'aula, ma hanno sbagliato". Come a giustificare la possibilità che avrebbero avuto di copiare. Il titolare dell'ente di formazione chiude la vicenda dicendo: "Va bene lo farà la prossima volta".
Ma da quel momento ne nasce uno scontro verbale tra il proprietario della struttura e la nostra fonte, in cui si invita il segretario della commissione a stare al suo posto, ricordando che non ha diritto di veto. Ebbene qui ricordare che parliamo di un compito già svolto, le cui risposte errate erano già state certificate. Dopo il diniego finale alla richiesta, ribadito dalla presidente, lo scontro con il titolare dell'ente di formazione prosegue per molto tempo. Addirittura chiede di mettere a verbale l'opposizione del segretario alla proposta di far rifare la prova alla candidata segnalata dal titolare della struttura, come se si trattasse addirittura di un abuso. Al termine di questo inquietante esame, la nostra fonte inviò una segnalazione dettagliata alla dirigente del servizio della Regione Campania, segnalando tutto quello che era avvenuto.
Il sistema dei "gettoni" di presenza
I componenti della commissione vengono regolarmente pagati con un compenso che varia a seconda dei chilometri percorsi per raggiungere la sede dell'esame. Si applica la tabella Aci, prevista da moltissimi contratti e dalla prassi amministrativa, per stabilire i rimborsi. Ma in molti enti di formazione professionale, le cose non vanno proprio così. In molti casi la nostra fonte si è trovata davanti alla consegna di alcune buste che contenevano soldi contanti. Il calcolo del rimborso in alcuni casi era di molto superiore a quello previsto.
Come riporta la nostra fonte, nella denuncia presentata ai Carabinieri, ma anche nelle segnalazioni inviate alla Regione Campania, questa prassi è comune a molti enti di formazione. E' accaduto ad Ispani, a Salerno, nell'ottobre del 2024, quando la nostra fonte apprende direttamente dalla Presidente della Commissione che quell'ente di formazione era solito pagare il gettone di presenza ed il rimborso spese in contanti erogando più di quanto dovuto. Ma è accaduto anche a Polla, nel luglio del 2024,
Una norma del 2019 della Regione Campania, impone la tracciabilità dei pagamenti, quindi vieta categoricamente il pagamento in contanti, considerando il bonifico l'unico metodo possibile. Insomma, qualche soldino in più, applicando tabelle diverse di rimborso chilometrico, pagamenti in contanti e non in bonifico, così che possano sostanzialmente essere omessi, in cambio è chiaro che i gestori degli enti di formazione si aspettano "collaborazione".