In Campania interruzione volontaria di gravidanza ambulatoriale: day hospital e seconda somministrazione a domicilio

La Regione Campania ha affrontato una questione molto delicata e che sta a cuore a molte persone, ovvero l'iter in regime ambulatoriale (day service) per l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica fino a 9 settimane, che viene erogata in esenzione totale in ambulatori specialistici, nei consultori familiari e a domicilio, in coerenza con il quadro normativo nazionale e regionale. La Campania diventa così tra le poche regioni in Italia a prevedere la seconda somministrazione del trattamento farmacologico a domicilio, oltre alla possibilità di effettuare l'Ivg in regime di day hospital, senza ricovero ordinario.
Con la delibera numero 143 del 23 aprile 2026, l'amministrazione regionale ha definito i dettagli operativi e organizzativi di un modello che sposta il baricentro dell'assistenza dagli ospedali ai consultori familiari e agli ambulatori specialistici. Non è una novità assoluta sul piano nazionale – il quadro normativo è consolidato da anni – ma rappresenta un momento decisivo per la sua concretizzazione territoriale nella regione più popolosa del Mezzogiorno.
Già nel dicembre 2023, la Giunta regionale aveva approvato la delibera numero 793, che recepiva le linee di indirizzo del ministero della Salute ovvero il «Protocollo operativo per l'interruzione volontaria della gravidanza del primo trimestre con mifepristone e prostaglandine nei consultori familiari regionali e in regime ambulatoriale o di day hospital». Ora, con la delibera 143 del 2026, arriva l'operatività: i prezzi, i codici tariffari, l'organizzazione concreta dei servizi.
La delibera introduce il "P380 – interruzione volontaria di gravidanza farmacologica – come Day Service ambulatoriale, con una tariffa unica di 350 euro riferita all'intero percorso assistenziale. Per la donna non c'è alcun costo. La prestazione è erogata in regime di esenzione totale con il codice IVG150 ("Esenzione per IVG farmacologica"), una categoria nuova creata dalla Regione. Il pacchetto include: Colloquio psicologico clinico; Prima visita ostetrica; Visita ostetrica di controllo; Prelievo di sangue e emocromo; Gruppo sanguigno e fattore Rh; Test di gravidanza (beta HCG); Ecografia ostetrica; Farmaci (mifepristone e misoprostolo); Eventuali iniezioni antinfiammatorie; Immunoglobuline anti-D (se donna Rh negativo); Certificazione IVG e Counselling contraccettivo.
Possono accedere al percorso ambulatoriale le donne con: Gravidanza intrauterina con biometria fino a 63 giorni; richiesta consapevole dell'IVG; disponibilità al controllo a 14 giorni. Sono escluse dal percorso ambulatoriale: sospetta gravidanza extrauterina; presenza di IUD (spirale); allergia ai farmaci utilizzati o con patologie: anemia grave, disordini della coagulazione; porfiria ereditaria; terapie croniche con corticosteroidi o insufficienza surrenale; asma grave; insufficienza epatica, renale o malattia respiratoria severa; ipertensione arteriosa non controllata; cardiopatia (angina, valvulopatie, aritmie, scompenso); epilessia non controllata e immunodeficienza. Per le pazienti minorenni, l'Ivg farmacologica è offerta unicamente in day hospital, previa acquisizione del consenso di entrambi i genitori o autorizzazione del giudice tutelare.
La delibera affida responsabilità precise ai diversi attori: Il ginecologo degli ambulatori, dei consultori e delle strutture ospedaliere è responsabile dell'applicazione dei criteri di inclusione/esclusione, della procedura di colloquio informativo, dell'ecografia, della consegna della documentazione, della compilazione del consenso informato, della somministrazione dei farmaci e del follow-up post-IVG. Il direttore del laboratorio analisi e del centro trasfusionale dell'ospedale di riferimento garantisce gli accertamenti ematochimici i cui risultati devono essere disponibili il giorno dell'inizio del trattamento. Il direttore della farmacia assicura l'approvvigionamento costante di mifepristone, misoprostolo e immunoglobuline anti-D a tutte le strutture aziendali autorizzate.
«Con questa delibera colmiamo un ritardo e compiamo una scelta chiara: mettere al centro i diritti, la dignità e la libertà delle persone.. Tuteliamo la dignità e la libertà di scelta, senza giudizio e pregiudizio, eliminando modalità vecchie e anacronistiche. La Regione Campania conferma così il proprio impegno per una sanità più equa, inclusiva e vicina alle persone, rafforzando in modo concreto la tutela della salute riproduttiva», dichiara l’assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania Claudia Pecoraro.
«L’estensione del regime ambulatoriale e il coinvolgimento dei consultori consentono di avvicinare i servizi ai territori, ridurre le disuguaglianze di accesso e garantire accompagnamento e supporto lungo tutto il percorso», chiosa il governatore Roberto Fico.
La delibera fissa una soglia di appropriatezza del 10% in regime di ricovero (ordinario + day hospital) per i ricoveri afferenti al DRG 380 ("Aborti spontanei", categoria sotto la quale rientra anche l'Ivg). Il 90% delle prestazioni deve fluire verso il regime ambulatoriale/consultoriale.
Per i consultori familiari, la delibera rappresenta un riconoscimento esplicito del loro ruolo centrale. Non sono più semplici sportelli burocratici, ma veri gestori di percorsi sanitari complessi, dotati di equipe multidisciplinari (psicologi, ostetriche, ginecologi). Per le donne significa accesso più semplice, geograficamente vicino a casa, senza il trauma del ricovero ospedaliero, totalmente gratuito, con diritto effettivo di scelta tra metodo farmacologico e chirurgico. Per il sistema sanitario significa riduzione dei costi per ricoveri impropri, migliore gestione delle risorse, liberazione di posti letto ospedalieri per casistiche più complesse.