Indagato e dimesso, poi assolto: Nicola Cantone tornerà a dirigere il Ruggi d’Aragona di Salerno

Torna da dov'era andato via con un peso, quello di clamorose dimissioni e una indagine giudiziaria, poi risolta con una piena assoluzione. Il luogo è l'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno, la persona è l'ex manager della struttura, Nicola Cantone, indicato ieri dalla giunta regionale guidata da Roberto Fico come «candidato prescelto alla nomina» di direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria salernitana. La proposta viene ora trasmessa al Rettore dell’Università degli Studi di Salerno che deve dare il suo via libera.
Avvocato, originario di Aversa, in provincia di Caserta (nessuna parentela con l'attuale procuratore di Salerno Raffaele Cantone), il papabile direttore generale del Ruggi è specializzato in diritto dell’ambiente con master in general management in sanità in Bocconi e management delle aziende sanitarie alla Luiss.
Nicola Cantone è stato direttore amministrativo della Asl Napoli 2, poi commissario straordinario e dg del Ruggi d'Aragona, voluto dall'amministrazione di Vincenzo De Luca (a lui si avvicinò dall'area casertana). Proprio in quest'incarico Cantone finì alla sbarra. L'accusa? Aver presentato un contratto di lavoro che secondo l'accusa era realizzato ad hoc solo per consentirgli di avere i requisiti per essere nominato da De Luca alla guida dell’azienda universitaria di Salerno. A seguito dell'accusa il manager casertano si dimise dall'incarico, andò a lavorare nel mondo privato (nel Gruppo Neuromed, quale direttore della Clinica Mediterranea di Napoli) e affrontò il processo, uscendone nel 2021 con un verdetto di «assoluzione per non aver commesso il fatto».
Perché la scelta di Cantone, in pratica il ritorno di un uomo ritenuto vicino alla precedente amministrazione regionale? La spiegazione che molti si danno a Palazzo Santa Lucia è nella necessità di collocare un manager che conosce il dossier Ruggi allo scopo di dare una accelerata importante al cantiere del nuovo ospedale di Salerno, un investimento di 470 milioni di euro per una struttura di 220.000 mq e 732 posti letto.