video suggerito
video suggerito

Napoli, carne avariata ai richiedenti asilo: blitz nel centro di accoglienza a Posillipo

Quaranta chili di carne di pollo e tacchino sono stati sequestrati in un centro di accoglienza per richiedenti asilo a Posillipo, quartiere collinare di Napoli: gli alimenti sono stati rinvenuti in pessime condizioni igienico-sanitarie. Al responsabile dell’associazione che gestisce la struttura è stata elevata una multa di 5mila euro.
A cura di Valerio Papadia
221 CONDIVISIONI
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Carne in pessimo stato di conservazione e in pessime condizioni igienico-sanitarie: questo erano costretti a mangiare i richiedenti asilo ospiti di un centro di accoglienza di Posillipo, quartiere collinare di Napoli. La scoperta è stata effettuata dai carabinieri del Nas (il Nucleo antisofisticazioni e sanità dell'Arma) di Napoli, che hanno effettuato un controllo nella struttura, rinvenendo e sequestrando 40 chilogrammi di carne di pollo e di tacchino in pessimo stato. Al legale rappresentante dell'associazione che gestisce il centro di accoglienza sono state contestate violazioni amministrative per un importo pari a 5mila euro; l'uomo è stato anche "diffidato" a sanare le carenze igienico-sanitarie nelle quali versa la struttura. I controlli dei carabinieri del Comando Provinciale di Napoli andranno avanti anche nei prossimi giorni.

Sono numerosi i controlli delle forze dell'ordine, soprattutto in estate, a salvaguardia della salute dei consumatori. Particolarmente serrati sono stati i controlli che sono stati messi in campo a Ferragosto, quando i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, nell'ambito di una verifica igienico-sanitaria, hanno operato un sequestro di 130 chili di prodotti alimentari. Nella fattispecie, ancora i carabinieri del Nas hanno controllato un agriturismo, con annessa fattoria, sito nel Comune di Quarto, nella provincia partenopea, rivenendo cozze, salsicce, cotolette di pollo e prodotti di friggitoria sprovvisti di qualsivoglia indicazione utile a stabilirne la provenienza, come stabilito dalla legge; il valore degli alimenti sequestrati si aggira intorno ai 1.500 euro.

221 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views