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Napoli, il centro odontoiatrico di via Brin chiude: lasciati senza denti 150 pazienti: “Abbiamo pagato”

Chiuso per presunti lavori di manutenzione il centro dentistico di via Brin a Napoli. I pazienti: “Ignota la data di riapertura, pagati impianti da 10mila euro. Ora non abbiamo i denti”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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Il centro odontoiatrico chiude per presunti lavori di manutenzione e lascia senza denti 150 pazienti. In molti, ai quali erano stati rimossi i denti, pagando cifre anche fino a 10mila euro e accendendo finanziamenti, si sono ritrovati senza le arcate superiori o inferiori. L'episodio è accaduto a Napoli, in via Benedetto Brin, presso il centro Sanident. Lo studio, secondo quanto denunciato dai clienti, avrebbe prima posticipato gli appuntamenti, a causa di improrogabili lavori di ristrutturazione, annunciando prima una riapertura per il 22 aprile. Quando i pazienti si sono recati al centro per avere informazioni sul completamento degli impianti, hanno appreso che la data era stata posticipata ulteriormente al 20 maggio. Mentre un operaio provvedeva a cancellare l'insegna dello studio. Un episodio che ha insospettito i pazienti, che si sono rivolti al parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi Sinistra): "Queste persone da mesi non possono uscire di casa, è uno scandalo".

I pazienti del centro odontoiatrico
I pazienti del centro odontoiatrico

Borrelli (Avs): "Questo è uno scandalo"

La vicenda del centro dentistico Sanident di via Benedetto Brin a Napoli, secondo Borrelli, "assume contorni sempre più drammatici, configurandosi come un gravissimo caso di abbandono di massa dei pazienti. Tutto è iniziato intorno al 20 marzo scorso, quando circa centocinquanta cittadini si sono visti posticipare improvvisamente gli appuntamenti con la scusa di presunti lavori di manutenzione. Tuttavia, alla data prevista per la riapertura del 22 aprile, i pazienti hanno trovato i cancelli sbarrati e un operaio intento a cancellare l'insegna del centro, scoprendo che la struttura era stata chiusa per morosità e che la società milanese proprietaria della clinica risulterebbe aver messo in atto dinamiche simili in tutta Italia".

"Il quadro della situazione – prosegue – è reso insostenibile dal fatto che moltissime persone si ritrovano oggi con terapie odontoiatriche invasive interrotte a metà, con danni visibili come quelli documentati. Oltre al danno fisico, si aggiunge un tracollo economico per decine di migliaia di euro versati in anticipo attraverso finanziamenti che i consumatori sono ancora costretti a pagare".

Borrelli, dopo aver raccolto ed assimilato decine di messaggi di protesta si è recato personalmente sul posto per raccogliere le testimonianze e sostenere la protesta dei 67 clienti, uno dei quali durante la manifestazione ha avuto un malore ed è stato necessario l’intervento del 118."Siamo di fronte a uno scempio che calpesta la dignità delle persone", ha dichiarato Borrelli.

"Ho raccolto storie drammatiche – conclude Borrelli – di cittadini che sono stati privati del diritto fondamentale alla salute e trattati senza alcuna forma di rispetto o umanità. C’è chi ha perso i denti e ora prova vergogna persino a uscire di casa o a mangiare, come un ragazzo di soli vent’anni, del quale ho incontrato il padre, e che è rimasto segnato da questa vicenda. È inaccettabile che, mentre la gente chiedeva spiegazioni, si pensasse solo a cancellare l'insegna del centro per far sparire le tracce di questo disastro. Non daremo tregua ai responsabili e sosterremo con forza l'azione di Consumerismo No Profit per tutelare ogni singolo danneggiato, attivando tutte le procedure legali e bancarie necessarie per bloccare i finanziamenti e ottenere giustizia".

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