Napoli, abbattuta la villa abusiva del luogotenente del clan Contini: sul muro il diploma ‘Al miglior boss’

All'ingresso della villa, subito dopo il cortile, un diploma ingiallito rimasto attaccato al muro: "Miglior Boss del Mondo". Uno dei quei gadget che si possono trovare facilmente in cartoleria, ma, visto il contesto, la circostanza è sicuramente particolare: quella casa, costruita in modo completamente abusivo nel rione Amicizia, a Napoli, è stata di Salvatore Botta, detenuto, detto l'infermiere, che, secondo gli inquirenti, boss lo è davvero, e nell'accezione criminale del termine. E, in particolare, dell'Alleanza di Secondigliano: è ritenuto il contabile del clan Contini.
Le operazioni di abbattimento della villa del rione San Francesco, questo il nome ufficiale del rione Amicizia, sono state avviate oggi, 25 marzo. L'immobile, nel quartiere San Carlo all'Arena e a pochi passi dall'aeroporto di Capodichino, si sviluppa su due livelli con rifiniture di lusso, per circa 550 metri quadrati complessivi, con giardino, corte e dependance. Era stato sgomberato il 15 luglio 2025 dagli agenti dell'Unità Operativa Tutela Edilizia e Patrimonio della Polizia Locale e dalla Squadra Mobile della Questura, al termine di una indagine coordinata dal procuratore Nicola Gratteri. Un mese prima era stata notificata l'ordinanza di sequestro dell'immobile, al tempo abitato dalla moglie di Botta.
"È certamente un attimo simbolico importante, ma anche un atto di sostanza – commenta il prefetto di Napoli, Michele di Bari – nel momento in cui anche i sodali del boss vedono, attraverso i media, un simbolo che cade, cade anche un modo di pensare, di atteggiarsi, un modo di testimoniare una vita di soprusi, di illegalità".L'esistenza della villa bloccava parte dell'intervento con fondi PNRR nel rione San Francesco: nella zona verranno realizzati 12 edifici di edilizia popolare. "Troveranno collocazione 280 famiglie legalmente iscritte nelle graduatorie – spiega Claudia Pecoraro, assessore alle politiche abitative della Regione Campania – nei prossimi mesi si procederà con l'assegnazione dei primi appartamenti, le famiglie sono state già individuate dagli uffici".
Stamattina l'Acer ha dato il via ai lavori di demolizione. L'intervento si inserisce in un percorso che vede coinvolti Acer Campania, il ministero dell'Interno, la Prefettura di Napoli, la Questura di Napoli, la Procura della Repubblica, la Regione Campania e il Comune di Napoli. "Questo intervento – sottolinea David Lebro, presidente di Acer Campania – è il risultato di un'azione istituzionale concreta e condivisa. La collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte ha reso possibile portare a compimento un procedimento complesso, riaffermando in modo chiaro il principio di legalità e la capacità delle istituzioni di operare insieme per il presidio del territorio".