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Il giovane boss dei Casalesi sorpreso dal pentimento di Sandokan: “È finito il mondo”. Otto fermi nel clan Zagaria

La Dda ha emesso 8 fermi nei confronti di presunti appartenenti alla fazione Zagaria del cartello dei Casalesi: avrebbe riorganizzato il gruppo continuando a gestire affari criminali.
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A cura di Nico Falco
Immagine di repertorio
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"È finito il mondo": poche parole in cui è palese la sorpresa di Costantino Garofalo, 29 anni, per gli inquirenti esponente in ascesa del clan dei Casalesi, alla notizia che Francesco Schiavone "Sandokan", il capoclan storico, aveva deciso di collaborare con la giustizia. L'intercettazione è agli atti nell'inchiesta che ha portato al decreto di fermo della Direzione Distrettuale Antimafia emesso nei confronti di presunti esponenti della fazione di Michele Zagaria, accusati di avere tentato di riorganizzare il gruppo tramite reti imprenditoriali, familiari e finanziarie.

Il provvedimento è stato eseguito l'8 luglio dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, nell'ambito delle indagini coordinate dai pm Ranieri, Toscano e Gagliardi; l'indagine mostra lo stato attuale della fazione che faceva capo a "Capastorta", perché prende in considerazione episodi violenti e attentati che risalgono allo scorso inverno, tra cui quelli dinamitardi che hanno colpito una pizzeria e una cornetteria di Casapesenna (Caserta), comune dove il clan Zagaria è storicamente radicato.

Secondo la Dda, il gruppo di Michele Zagaria, seppur privato della forza militare di un tempo, resta ancora influente e continua a gestire affari, si interessa di appalti pubblici e dei rapporti con ambienti amministrativi locali, anche diretti. Dalle indagini è emerso che il clan era attivo anche nel settore delle onoranze funebri: avrebbe cercato di conquistare il monopolio con l'azienda Ital Funeral Associated Srl, minacciando i titolari delle aziende concorrenti; in questo modo si sarebbe "appropriato" di almeno 4 funerali, in questi episodi sono coinvolti un 26enne e un 46enne. Il clan si sarebbe inoltre occupato del "servizio risoluzione privata dei conflitti interprivatistici": Garofalo sarebbe intervenuto su richiesta di due suoi conoscenti, truffati da due persone, e si sarebbe fatto dare indietro i soldi, 15mila euro.

Tra i protagonisti di questa nuova fase del clan ci sarebbe proprio Costantino Garofalo, considerato elemento di raccordo tra i vari personaggi legati alla fazione Zagaria. Per la Procura è un camorrista "convinto", che, quando viene a sapere della decisione di Francesco Schiavone di collaborare con la giustizia, commenta: "È finito il mondo". Una fase che, però, è durata poco: le dichiarazioni del capoclan sono state ritenute "inutili" e lui è tornato al 41bis.

Tra gli altri destinatari del provvedimento di fermo ci sono Aldo Nobis, 56 anni, considerato figura carismatica del clan, che avrebbe introdotto il business delle bische clandestine, e il fratello Raffaele Nobis, 60 anni, storicamente legato a Carmine e Antonio Zagaria, fratelli di Michele di recente coinvolti in un'altra indagine; nella galassia casalese anche un terzo fratello Nobis, Salvatore detto "Scintilla" (non coinvolto in questa indagine), storico luogotenente di Zagaria.

Gli altri fermati, invece, sarebbero nuove leve del clan, giovani tra i 25 e i 30 anni; tra questi Paolo Francesco Serato e Valerio Mormile, 25 anni, e Gianluca Piccolo, 29 anni, accusati di avere commesso, nell'ottobre 2025, due attentati ai danni di un cittadino marocchino: l'uomo avrebbe litigato con Garofalo per motivi di viabilità e il gruppo avrebbe sparato 5 colpi di pistola contro la porta di casa sua e avrebbe fatto esplodere un ordigno davanti alla sua abitazione. Destinatario del provvedimento anche Franco Moccia, 26 anni: è accusato dell'attentato alla pizzeria e alla cornetteria di Casapesenna, avvenuti il 27 febbraio e il 14 marzo scorsi; per il secondo episodio era stato fermato anche un 27enne, ad aprile.

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