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Il Boss delle cerimonie e il Castello delle Cerimonie

Dentro il Castello delle Cerimonie vive ancora la famiglia Polese. Nuovo intervento sul ristorante La Sonrisa

Il Comune di Sant’Antonio Abate chiederà deve superare lo stallo che da oltre due anni, ovvero stabilire l’indennità di occupazione senza titolo del Castello.
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Capo cronaca Napoli
Il Castello delle Cerimonie, al secolo La Sonrisa, a Sant’Antonio Abate
Il Castello delle Cerimonie, al secolo La Sonrisa, a Sant’Antonio Abate
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Quella del Grand Hotel La Sonrisa, noto ai più come il Castello delle Cerimonie, lo spettacolare ristorante hotel di Sant'Antonio Abate, provincia di Napoli, specializzato in ricevimenti nuziali tanto da finire in uno show tv per anni, oggi chiuso per lottizzazione abusiva, è una storia che ha mille sfaccettature.

Ora, per esempio, si pone il problema delle famiglie – ovvero gli ormai ex proprietari della struttura, la famiglia Polese – che vivono letteralmente in strutture all'interno dell'enorme appezzamento, divenuto per sentenza di proprietà dell'Amministrazione comunale di Sant'Antonio.

Qualche giorno fa il Comune ha stanziato quasi 29mila euro per far quadrare i conti con l'Agenzia delle Entrate. Di che si tratta? Di un incarico tecnico esterno per sbloccare la stima definitiva dell'indennità dovuta dagli ex proprietari del complesso confiscato. In pratica l'Ente oggi guidato da Ilaria Abagnale chiederà ad un tecnico esterno per superare lo stallo che da oltre due anni blocca la determinazione definitiva dell'indennità di occupazione del Grand Hotel La Sonrisa.

La vicenda giudiziaria è lunga e nota: la confisca era stata disposta per la prima volta dal Tribunale di Torre Annunziata nel 2016, poi confermata dalla Corte d'Appello di Napoli nel 2022 e infine blindata dalla Cassazione il 15 febbraio 2024, data da cui il complesso – terreni e manufatti – risulta acquisito di diritto e gratuitamente al patrimonio comunale. Da quel momento, però, i vecchi proprietari sono rimasti nell'immobile senza alcun titolo giuridico: una situazione che la determina definisce di occupazione "sine titulo" e che comporta il diritto del Comune a un'indennità mensile.

Cifre provvisorie in attesa del verdetto dell'Agenzia delle Entrate

Il nodo centrale è che la cifra esatta dovuta dagli ex proprietari non è ancora stata fissata in via definitiva. Il Comune ha finora proceduto con due diffide di pagamento basate su stime provvisorie: la prima, del 23 aprile 2024, quantificava l'indennità in 29.879,27 euro al mese; la seconda, datata 27 marzo 2026, l'ha rivista al rialzo a 39.518,75 euro dopo un conguaglio calcolato da un tecnico esterno. Il documento non chiarisce se queste somme siano state effettivamente versate dai vecchi proprietari.

Per arrivare a un valore definitivo e non contestabile, il Comune si è rivolto già dal giugno 2024 all'Agenzia delle Entrate-Territorio di Napoli, sollecitandola più volte nei mesi successivi. A dicembre 2024 l'Agenzia ha risposto segnalando alcune "incoerenze" nella pratica, che richiedono un approfondimento tecnico preliminare prima di poter procedere con la stima ufficiale.

Di recente il comune abatese ha affidato ad una consulenza anche un altro incarico: trentanovemila euro per verificare la fattibilità di un Piano di Recupero dell'ex "Castello delle Cerimonie" e stabilire se demolire tutto o recuperarlo ad altro impiego. Intanto giovedì 9 luglio 2026, la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi sull'impugnazione contro il rigetto di una richiesta di revisione del processo per lottizzazione abusiva. La difesa sostiene di avere che ha nuove prove in grado di modificare la situazione.

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