I dipendenti della Sonrisa protestano: “Ci togliete lavoro e futuro”. Al presidio per il Castello delle Cerimonie non c’è la città
«Senza un briciolo d'umanità, ci avete tolto lavoro, sorriso e dignità». Il cancello che introduce al lungo sentiero che in questi giorni dovrebbe accogliere sposi e comunioni è chiuso e si teme resterà così per sempre. Il ristorante hotel La Sonrisa, noto anche come il Castello delle Cerimonie di Sant'Antonio Abate, Napoli, location di matrimoni e noto ai più per un popolare reality show televisivo non è attivo: la sentenza per lottizzazione abusiva è definitiva e ha determinato il ritiro delle licenze di ristorazione e ricettività.
I lavoratori, quelli diretti: sala, cucine, manutentori con le loro famiglie e quelli dell'indotto, ovvero forniture alimentari e di accessori e beni di consumo, sono scesi in presidio per manifestare dolore e rabbia: dopo quarant'anni, infatti, è complicato per un gruppo di persone, in media ultraquarantenni se non di più, trovare altro impiego in un settore del genere. Non c'è però la città di Sant'Antonio Abate: circa 300 i partecipanti al presidio, fra loro alcuni parenti della famiglia Polese e i lavoratori resi popolari dal reality, tra cui il maître Ferdinando Romeo e il cameriere Gaetano "Nino" Davide. Ma il tutto si limita a chi lavora nella struttura, forse anche per il caldo torrido di queste ultime ore.
La famiglia del fu titolare Antonio Polese, oggi rappresentata dalla figlia Imma e dal marito Matteo Giordano, ha diffuso una nota alla stampa nella quale ha voluto ricordare che «per quasi quarant'anni La Sonrisa ha operato con autorizzazioni, concessioni, sanatorie, licenze commerciali e sanitarie rilasciate dagli enti competenti. Ha pagato regolarmente tasse, tributi e contributi, rappresentando una realtà imprenditoriale solida e un punto di riferimento per il territorio».
La nota continua: «Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, che continuerà ad essere affrontata nelle sedi competenti. Il nostro caso è stato sottoposto anche al primo vaglio di ammissibilità della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Oggi però c'è un'emergenza concreta: centinaia di persone rischiano di perdere il lavoro. Sono padri, madri, figli. Per questo chiediamo aiuto alle istituzioni, allo Stato e a chiunque possa sostenere concretamente questi lavoratori. Non ci arrendiamo».
Il Comune di Sant'Antonio Abate e il ristorante La Sonrisa
Qualche giorno fa, come riportato da questo giornale, il Comune di Sant'Antonio Abate ha affidato un incarico da trentanovemila euro ad uno specialista che dovrà, letteralmente «verificare la fattibilità di un Piano di Recupero» dell'ex Castello delle Cerimonie. Il professionista dovrà verificare se esistano le condizioni urbanistiche, tecniche e normative per predisporre un Piano di Recupero e individuare possibili destinazioni compatibili con il complesso. O recupero o abbattimento, quindi. Non c'è spazio, ad oggi, per un prosieguo dell'attività.
Al termine del sit-in una delegazione dei lavoratori del Gran Hotel La Sonrisa, composta da una decina di persone, è stata ricevuta dalla sindaca di Sant'Antonio Abate Ilaria Abagnale. Gli operatori della struttura chiedono una ulteriore proroga alla chiusura, la sindaca ovviamente non può minimamente promettere provvedimenti del genere: c'è una sentenza passata in giudicato e, siccome i terreni oggi sono di proprietà del Comune, ogni decisione va presa rispettando iter previsti dalla legge.