I dipendenti della Sonrisa protestano: “Ci togliete lavoro e futuro”. Al presidio per il Castello delle Cerimonie non c’è la città

«Senza un briciolo d'umanità, ci avete tolto lavoro, sorriso e dignità». Il cancello che introduce al lungo sentiero che in questi giorni dovrebbe accogliere sposi e comunioni è chiuso e si teme resterà così per sempre. Il ristorante hotel La Sonrisa, noto anche come il Castello delle Cerimonie di Sant'Antonio Abate, Napoli, location di matrimoni e noto ai più per un popolare reality show televisivo non è attivo: la sentenza per lottizzazione abusiva è definitiva e ha determinato il ritiro delle licenze di ristorazione e ricettività.
I lavoratori, quelli diretti: sala, cucine, manutentori con le loro famiglie e quelli dell'indotto, ovvero forniture alimentari e di accessori e beni di consumo, sono scesi in presidio per manifestare dolore e rabbia: dopo quarant'anni, infatti, è complicato per un gruppo di persone, in media ultraquarantenni se non di più, trovare altro impiego in un settore del genere. Non c'è però la città di Sant'Antonio Abate: circa 300 i partecipanti al presidio, il tutto si limita a chi lavora nella struttura.

Qualche giorno fa, come riportato da questo giornale, il Comune di Sant'Antonio Abate ha affidato un incarico da trentanovemila euro ad uno specialista che dovrà, letteralmente «verificare la fattibilità di un Piano di Recupero» dell'ex "Castello delle Cerimonie". Il professionista dovrà verificare se esistano le condizioni urbanistiche, tecniche e normative per predisporre un Piano di Recupero e individuare possibili destinazioni compatibili con il complesso. O recupero o abbattimento, quindi. Non c'è spazio, ad oggi, per un prosieguo dell'attività.