Castello delle Cerimonie, iniziato lo sgombero dei locali de La Sonrisa. Ma la famiglia Polese per ora resta in casa
Sono partite nella mattinata di oggi, venerdì 24 luglio, le operazioni di sequestro e sgombero del Grand Hotel La Sonrisa di Sant'Antonio Abate, nel Napoletano, conosciuto anche come "Castello delle Cerimonie" grazie all'omonimo e fortunato programma di Real Time ambientato al suo interno. Questa mattina, gli agenti della Polizia Municipale, con la collaborazione di polizia e carabinieri sono arrivati nella struttura a notificare il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip su richiesta della Procura di Torre Annunziata, che contesta l'invasione di terreni o edifici. Dopo la confisca per lottizzazione abusiva e la parola finale pronunciata dalla Cassazione, la nota struttura ricettiva è diventata di proprietà del Comune di Sant'Antonio Abate, che dovrà ora entrarne definitivamente in possesso e deciderne la destinazione d'uso.
Stamattina, le forze dell'ordine hanno dunque hanno apposto i sigilli agli uffici e ai locali commerciali, operazione propedeutica allo sgombero degli arredi e dei macchinari presenti che, come ha appreso Fanpage.it, saranno poi depositati in un magazzino. È iniziato, inoltre, anche lo sgombero delle persone ancora presenti nella struttura, anche se, al momento, i componenti della famiglia Polese, fondatori del Grand Hotel La Sonrisa, restano all'interno delle loro abitazioni; la famiglia, infatti, vive ancora nella struttura.
Un altro nodo da sciogliere riguarda anche i tanti lavoratori che, fino a qualche mese fa, hanno lavorato all'interno del "Castello delle Cerimonie". La proprietà del ristorante non ha mai avviato la crisi d'impresa; molti dei lavoratori de La Sonrisa, allora, si sono radunati qualche settimana fa all'esterno della Prefettura di Napoli, chiedendo di tenere molto alta l'attenzione sulla vicenda e proponendo l'apertura di un tavolo istituzionale per la gestione della crisi.
Sulle operazioni di questa mattina è intervenuta anche la sindaca di Sant'Antonio Abate, Ilaria Abagnale, che ha dichiarato: "Ringraziamo le forze dell'ordine e la magistratura per il tempestivo intervento, che certifica ulteriormente la correttezza degli atti e delle decisioni degli uffici comunali. Il nostro dovere era dare esecuzione ad una sentenza definitiva. Poco alla volta, stiamo facendo tutti i passi necessari per prendere possesso dell'intero compendio immobiliare divenuto ormai di proprietà del Comune di Sant'Antonio Abate, consapevoli che stiamo affrontando un caso particolare, dalle innumerevoli ripercussioni, sotto tutti gli aspetti. Ma lo stiamo facendo anche grazie ad una attenta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte".
Su questa vicenda – ha detto ancora la sindaca Abagnale – le interlocuzioni con la Prefettura, la Procura Generale di Napoli e la Procura di Torre Annunziata non si sono mai fermate e proseguono nella più ampia sinergia possibile. Un ulteriore ringraziamento va al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha sempre ricevuto con favore le nostre istanze e con il quale il confronto è stato continuo, al Procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso e al sostituto procuratore generale di Napoli Luigi Musto".