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Michele Annunziata morto a 14 anni per una infezione, Procura chiede processo per 8 medici del Villa Malta di Sarno

La Procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per 8 medici dell’ospedale Villa Malta di Sarno (Salerno), nell’indagine avviata dopo la morte del 14enne Michele Annunziata nel 2024.
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A cura di Nico Falco
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La Procura di Nocera inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per 8 medici dell'ospedale Villa Malta, che avevano avuto in cura Michele Annunziata, il 14enne deceduto nel 2024 a Nocera dopo un breve ricovero e altri due accessi in ospedale effettuati nell'arco di un paio di settimane a Sarno (Salerno); a stroncare il giovanissimo sarebbe stata una infezione. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo luglio, davanti al gip di Nocera Inferiore; la famiglia del ragazzo è assistita dagli avvocati Massimo Balzano e Sofia Pisani.

Le indagini erano partite a seguito della denuncia che la famiglia Annunziata aveva sporto alle forze dell'ordine. A carico dei sanitari dell'ospedale di Nocera, dove il 14enne è poi deceduto, non sarebbero emerse negligenze o altre responsabilità; gli accertamenti si concentrano quindi sul precedente ricovero e sugli altri due accessi in ospedale; secondo le accuse i medici indagati non avrebbero diagnosticato in tempo il tipo di infezione che aveva colpito il ragazzo e non avrebbero effettuato una terapia adeguata alle sue condizioni.

Michele Annunziata era stato ricoverato dal 3 al 9 febbraio 2024, nel reparto di Medicina Generale, dove lavorano sei degli otto medici per i quali la Procura ha chiesto il processo. Al 14enne venne somministrata una terapia antibiotica e gliene venne prescritta un'altra dopo le dimissioni; secondo il pm le cure non sarebbero state sufficienti per la severa sepsi in corso e non sarebbero state rispettate nemmeno le linee guida nazionali e internazionali in merito alla durata indicata. Il medico legale incaricato dagli inquirenti avrebbe individuato diverse presunte mancanze nella gestione del paziente, dall'assenza di approfondimenti diagnostici mirati e specifici, fino al fatto che nella cartella clinica non era stata segnalata la comparsa di convulsioni, particolare che avrebbe indicato che l'infezione avesse raggiunto anche il cervello.

Il 22 febbraio, circa 13 giorni dopo la prima dimissione, il ragazzo era tornato in ospedale, in condizioni più gravi. Un primo accesso di mattina, con dimissioni intorno alle 13, e il secondo poco prima delle 22, con dimissioni alle due del mattino; era stato preso in carico dagli altri due medici che, invece di chiedere una consulenza specialistica e svolgere nuove indagini strumentali, avrebbero sottoposto il ragazzo ad esami ritenuti inappropriati per il tipo di patologia. Il giorno dopo la famiglia aveva portato il 14enne all'Umberto I di Nocera inferiore. Il decesso il 26 febbraio, durante un nuovo ricovero.

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