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Le piazze di spaccio dei Di Lauro a pieno regime con la droga dall’Albania: 14 arresti

Gli inquirenti hanno ricostruito l’operatività del gruppo che farebbe capo a Vincenzo Di Lauro, figlio del capoclan Paolo: la droga gestita tramite i contatti in Albania.
A cura di Nico Falco
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Vincenzo Di Lauro in un precedente arresto
Vincenzo Di Lauro in un precedente arresto

Il clan Di Lauro continuava a gestire il traffico di stupefacenti, non solo a Secondigliano ma anche nel quartiere Vasto-Arenaccia, sfruttando un canale che il gruppo di camorra tiene aperto da decenni, ovvero quello dei broker dall'Albania: è la ricostruzione degli inquirenti alla base dell'ordinanza che ha portato in carcere, questa mattina, 14 persone, ritenute collegate a un sottogruppo che farebbe capo a Vincenzo Di Lauro, figlio del capoclan Paolo alias Ciruzzo il Milionario.

L'operazione è partita all'alba di oggi, 6 maggio, eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli; l'ordinanza di applicazione della misura cautelare, sia in carcere sia ai domiciliari, è stata emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I 14 indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio.

Le indagini che hanno portato al provvedimento sono state sviluppate dai militari dell'Arma tra il 2020 e il 2023, sotto il coordinamento della Dda napoletana. Ed è emersa l'esistenza di un sottogruppo, riconducibile allo storico clan di Secondigliano, che farebbe capo a Vincenzo Di Lauro, secondogenito di Paolo Di Lauro e, secondo investigatori d'esperienza, quello più simile al padre nella strategia di controllo del territorio: violenza solo quando necessario, fortissima inclinazione imprenditoriale sia nella gestione dell'illecito sia, soprattutto, nel riciclaggio e nel reinvestimento.

Secondo gli inquirenti Vincenzo Di Lauro sarebbe riuscito a costruire una struttura stabile e organizzata che, con base a Secondigliano, era attiva anche in altre zone di Napoli; nel periodo tra il 2019 e il 2020 il gruppo avrebbe rifornito le piazze di spaccio del quartiere della periferia Nord ma anche quelle del Vasto-Arenaccia, sfruttando i canali ben consolidati con i narcotrafficanti albanesi. Nel corso dell'attività investigativa sono state complessivamente arrestate 6 persone e sono stati sequestrati diversi chili di stupefacenti tra cocaina e hashish.

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