11 Gennaio 2022
12:37

Le mani della camorra sulle scommesse sportive: così i clan riciclavano denaro sporco

Un articolato sistema di scommesse clandestine e gioco d’azzardo online per riciclare il denaro sporco dei Casalesi: 33 arresti in tutta Italia.
A cura di Giuseppe Cozzolino

Denaro sporco riciclato attraverso un complesso sistema di scommesse, soprattutto quelle sportive e gioco d'azzardo, dal Texas hold ‘em alle slot machine. Un fiume di denaro quantificato in oltre 5 miliardi di euro in due anni. Il tutto con l'aggravante di aver favorito il clan dei Casalesi. Diversi i capi d'accusa formulati nei confronti di 33 persone arrestate in tutta Italia quest'oggi ed anche all'estero, in una vasta operazione coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno e dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Tutte persone che avrebbero partecipato in maniera attiva a questo vasto sistema che ha fruttato in termini di introiti oltre 5 miliardi di euro soltanto in due mesi, secondo le stime degli inquirenti.

Un sistema quasi perfetto quello scoperto dai militari dell'Arma, complesso ed articolato per cercare di non lasciare tracce. Al vertice di questo sistema ci sarebbe stato secondo gli inquirenti L.G.C., accusato di aver costruito la holding dedita al gaming on line illecito, sfruttando anche legami con i vertici del clan dei Casalesi. Il sistema si poggiava su server che si trovavano fisicamente all'estero, in particolare negli stati di Panama e sull'isola di Curaçao, due paradisi fiscali del Centro America, anche se poi i siti internet avevano come dominio .com e .eu ma senza alcuna autorizzazione da parte dei Monopoli di Stato ad offrire servizi di scommesse in Italia. Altre macchinette per il gioco d'azzardo, invece, erano dislocate strategicamente in attività commerciale per lo più nel Meridione d'Italia, anch'esse abusive.

Il sistema permetteva in pratica di "giocare" il denaro da riciclare che veniva così "ripulito" dal banco permettendo anche di pagare per il servizio tutti coloro che ne prendevano parte. I 33 arrestati quest'oggi, molti dei quali tra Salerno e Napoli ma anche in altre province d'Italia e in stati esteri come Romania, Malta e Panama. Per tutti le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti in materia di giochi e scommesse illegali, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro provento di delitto in attività economiche, auto-riciclaggio, con l'aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan dei Casalesi.

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