L’Antitrust vuole bloccare il contratto dei trasporti pubblici di Napoli e da luglio le corse serali di metro e funicolari potrebbero saltare

L'Antitrust boccia la proroga dell'affidamento in house dei trasporti di Napoli dal Comune all'Anm. Per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la proroga di 6 mesi che scade il 30 giugno prossimo è "illegittima" e viola la libera concorrenza. L'Authority ha fatto ricorso al Tar della Campania, impugnando la delibera della Giunta Manfredi numero 679 del 30 dicembre scorso, che ha prorogato il contratto ad Anm fino a giugno 2026 nell'attesa di un nuovo affidamento in house di 6 anni (3+3). Secondo l'Antitrust, il Comune di Napoli avrebbe dovuto fare invece le gare pubbliche. Cosa che non è stata fatta a seguito della richiesta da parte dell'amministrazione Manfredi alla Regione Campania di modificare la gara regionale, consentendo al Comune un nuovo affidamento in house alla sua società partecipata.
Il rischio è che se il Tar dovesse accogliere il ricorso dell'Antitrust, Anm si ritrovi senza contratto. Il Comune, in questo caso, sarebbe costretto ad una proroga tecnica, nell'attesa della conclusione delle gare, assicurando molto probabilmente solo i servizi minimi. Quindi, niente più prolungamenti delle corse serali di metro e funicolari a partire dal 1 luglio. Solo un'ipotesi, è bene precisare, perché al momento tutto dipende dalla decisione del tribunale amministrativo, dopo il ricorso presentato dall'Avvocato dello Stato Mariano Valente il 13 maggio scorso per conto dell'Antitrust.
La protesta dei sindacati: "Anm va salvata"
I sindacati dei trasporti, intanto, sono pronti a far quadrato contro le gare e il rischio della privatizzazione a Napoli. In una nota congiunta Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, UglFna e Faisa Cisal chiedono "una valutazione che parta dai risultati prodotti da Anm in questi anni, dal lavoro svolto e dall'interesse pubblico". Anm, secondo i sindacati, avrebbe fatto passi da gigante in questi anni, migliorando i servizi, producendo più km e incassando di più. Risultati che si rischiano di perdere con una proroga tecnica e i tempi lunghi di una gara pubblica. Sulla stessa linea l'Usb, che invita a considerare i progressi fatti dall'azienda napoletana della mobilità: oggi, grazie ai nuovi treni della metro Linea 1, i tempi di attesa sono scesi e ci sono le corse anche di sera, mentre è possibile navigare in rete nelle stazioni. Un caso simile a quello napoletano è avvenuto per l'Atm di Milano. Anche in questo caso la concessione del servizio di trasporto pubblico locale è scaduta nel 2021 ed il Comune di Milano l'ha prorogata di volta in volta. Adesso, però, a causa delle normative europee sulla libera concorrenza dovrà mettere a gara e l'Atm sta preparando una cordata per partecipare assieme ad altri colossi come Hitachi e Webuild.
Il tema al centro della commissione Trasporti venerdì
Il tema sarà al centro di una commissione Trasporti, presieduta da Aniello Esposito, che si terrà venerdì 29 maggio, con la presenza di tutti i sindacati, dell'assessore Edoardo Cosenza, del direttore generale di Anm, Francesco Favo, e del Capo di Gabinetto del Sindaco di Napoli, Maria Grazia Falciatore. I sindacati chiedono al Comune di salvare l'Anm, che è riuscita a venire fuori dal rischio di un crac finanziario, andando a migliorare i servizi al cittadino. Il trasporto pubblico locale, scrivono Angelo Lustro (Filt-Cgil), Massimo Aversa (Fit-Cisl), Pierino Ferraiuolo (Uiltrasporti), Fulvio Fasano (UglFna) e Franco Falco (Faisa Cisal), "non può essere considerato esclusivamente una materia di mercato o di competizione economica”, ma rappresenta “un servizio essenziale che garantisce diritto alla mobilità, coesione sociale, accessibilità, inclusione e sostenibilità ambientale. Da qui la richiesta che qualsiasi discussione sul futuro affidamento dei servizi tenga insieme efficienza, qualità del servizio, tutela occupazionale, investimenti e valorizzazione del lavoro svolto in questi anni".
"Negli ultimi anni – concludono – nonostante le enormi difficoltà economiche ereditate, il concordato e la storica carenza di investimenti pubblici, Anm ha registrato un significativo miglioramento dei servizi offerti alla cittadinanza". Tra il 2022 e il 2026 Anm passa infatti da circa 13,2 milioni di vetture/chilometro ad oltre 21,3 milioni, con una crescita che interessa tutti i settori aziendali: autobus, tram, filovie, linee metropolitane e funicolari. Secondo le organizzazioni sindacali, "i progressi registrati sulle linee ferroviarie metropolitane, sulle funicolari cittadine, sul sistema tranviario e filoviario, oltre che nella gestione della sosta e dei parcheggi, rappresentano il risultato di un lavoro complesso costruito attraverso accordi sindacali, riorganizzazioni aziendali e sacrifici sostenuti quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori".
"Il Comune firmi il nuovo contratto per 6 anni"
Le organizzazioni sindacali ritengono inoltre "indispensabile che l’azionista, al fine di garantire la piena stabilizzazione del servizio e consentire una programmazione seria, strutturata e di lungo periodo degli interventi necessari all’incremento della produzione ed alla continuità del servizio, proceda all’affidamento del contratto di servizio ad ANM per i prossimi sei anni. Nel medesimo arco temporale, ANM deve essere messa nelle condizioni di operare con maggiore autonomia gestionale, superando vincoli ed appesantimenti derivanti dalla burocrazia comunale, PSO, procedure autorizzative ed altri rallentamenti amministrativi e venendo valutata prioritariamente sui risultati concretamente raggiunti, nel rispetto delle risorse stanziate e degli equilibri di sostenibilità economico-finanziaria. Occorre inoltre prevedere una politica di rimborso chilometrico adeguata".
Anche l'Usb chiede al Comune di firmare il contratto ad Anm per i prossimi 6 anni. Secondo il sindacato di base, il ricorso dell’Autorità rischia di "avere effetti profondamente negativi per la città, per i lavoratori e per gli utenti. Bloccare o rallentare il percorso di continuità aziendale proprio mentre il servizio viene ampliato potrebbe significare ritardare investimenti, rallentare l’immissione dei nuovi mezzi, creare incertezza occupazionale e compromettere la programmazione del trasporto pubblico cittadino". "Il privato – aggiunge – non è automaticamente sinonimo di efficienza. I soggetti privati non sono benefattori, ma imprese che guardano legittimamente prima di tutto al profitto. In molte realtà italiane ed europee, quando prevalgono esclusivamente logiche economiche, il risultato è il taglio delle linee considerate poco remunerative, la riduzione delle corse nelle periferie, l’aumento del costo dei biglietti e degli abbonamenti e una compressione delle condizioni di lavoro".
Perché l'Antitrust ha bocciato le proroghe ad Anm
Ma perché l'Antitrust avrebbe bocciato le proroghe ad Anm. I riflettori dell'Authority sull'azienda partecipata napoletana sono accesi da tempo. "Per oltre 20 anni – si legge nel ricorso al Tar – l’affidamento di tale servizio è stato sottratto al confronto competitivo, senza alcuna evidenza, oltretutto, dell’effettivo buon andamento della gestione da parte della società in house ANM, come evidenziato dall’Autorità. In conclusione, risulta perciò evidente che il Comune di Napoli ha illegittimamente prorogato l’affidamento in house ad ANM dei servizi di trasporto pubblico locale e dei servizi di gestione della sosta a raso e dei parcheggi di proprietà comunale, senza attivarsi tempestivamente e diligentemente per far fronte all’esigenza di affidare i servizi in conformità alla disciplina di cui al regolamento europeo 1370/2007, sottraendosi così anche agli obblighi istruttori e motivazionali previsti dalla normativa di cui al decreto legislativo 201/2022″.
Ma come si è arrivati a questo punto? L'azienda dei trasporti napoletana è nata nel 2014 da una fusione per incorporazione tra le vecchie Anm, Metronapoli e Napolipark, ed è una partecipata della Napoli Holding, a sua volta di proprietà del Comune al 100%. Da allora, ha un contratto che viene rinnovato ogni 3 anni, dietro un canone di 2,5 milioni all'anno. Nel 2022, con la delibera 509 della giunta Manfredi viene prorogato di 2 anni in via emergenziale, fino al 31 dicembre 2024, "nelle more del nuovo affidamento dei servizi di TPL urbano da parte non più del Comune di Napoli ma della Regione Campania". Si prevede una gara in due lotti, uno per il ferro (metro e funicolari), l'altro per la gomma.
Su impulso del Comune di Napoli, tuttavia, a luglio 2024, la Regione modifica la legge regionale che definisce l’assetto di governance del TPL in Campania, grazie alla quale, con la delibera di Giunta Regionale 678 del 4 dicembre 2024, il Comune nuovamente ottiene la competenza sull’affidamento dei servizi di TPL, dando poi immediato avvio al procedimento istruttorio per il suo rinnovo in house dal 2026 e per 6 anni. Nel frattempo, proroga per la seconda volta in via emergenziale l'affidamento per il 2025. Lo scorso dicembre, infine, avviene una terza proroga emergenziale questa volta per 6 mesi che scadrà il 30 giugno prossimo. Gli atti sono stati trasmessi all’AGICOM il 14 gennaio 2026.
Per l'Antitrust, però, le ultime due proroghe in emergenza sarebbero illegittime. Una vicenda già segnalata dall'Autorità con due note del 22 febbraio 2024 e 17 aprile 2025, con particolare agli affidamenti in house dei servizi di TPL e dei servizi di gestione della sosta a pagamento e dei parcheggi comunali. L'Authority punta il dito non solo sulla mancanza di concorrenza, ma anche "di prestazioni non soddisfacenti per quanto concerne i servizi di TPL".
Il 17 febbraio scorso l'Antitrust adotta un parere motivato nel quale rileva che "le proroghe dell’affidamento ad ANM S.p.A. del servizio di trasporto pubblico locale e dei servizi di gestione della sosta e dei parcheggi di proprietà comunale, come da ultimo disposte con la deliberazione di Giunta Comunale n. 679 del 30 dicembre 2025 e con la determinazione dirigenziale 1099E n.001 del 31 dicembre 2025, risultano illegittime". Secondo l'Authotity le proroghe emergenziali sarebbero servite solo a "ritardare e ostacolare ingiustificatamente l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale e del servizio di sosta e dei parcheggi nel territorio della città di Napoli tramite una procedura conforme alla normativa vigente e ai principi concorrenziali in essa contenuti".
Il Comune presenta le controdeduzioni il 17 aprile sostenendo l’assenza di violazioni concorrenziali e la legittimità della proroga con esclusivo riguardo all’affidamento del servizio di TPL. Ma l'Antitrust non le ha ritenute sufficienti, tanto da decidere di impugnare l'ultima proroga emergenziale, dopo un'adunanza del 28 aprile. Il 13 maggio è stato presentato il ricorso al Tar ed entro l'inizio di giugno è attesa una prima decisione.