Taxi assenti all’aeroporto di Capodichino, i tassisti si difendono: “Colpa di cantieri, traffico e degli abusivi”

Dopo le immagini delle centinaia di passeggeri in coda fuori dal terminal aeroportuale di Capodichino nella serata di giovedì 21 maggio – senza un taxi né un Alibus in vista – arriva la replica dei tassisti napoletani. Otto sigle sindacali (Uritaxi, UGL Taxi, Federtaxi/Cisal, Sitan/Atn, Unimpresa,Fast Confasal Taxi, UTI, ORSA Taxi) che rappresentano i 2.376 conducenti con licenza della città, hanno scritto a Fanpage.it per fornire un'altra ricostruzione dei fatti.
Considerando che Napoli tra pochi mesi dovrà ospitare una kermesse planetaria come l'America's Cup di Vela con arrivi e partenze di personale e appassionati, il tema trasporti da e per l'aeroporto è cruciale.
"Non è colpa nostra, è un caos strutturale"
La tesi dei sindacati è precisa: dopo le 21.30, dicono «l'area aeroportuale diventa una terra di nessuno». Centinaia di auto private parcheggiate selvaggiamente bloccano la viabilità e, tra queste, «una larga parte esercita abusivamente la professione di tassista». Il risultato è che – dicono i tassisti – un taxi regolare impiega dai 20 ai 25 minuti solo per spostarsi dalla zona di sosta agli arrivi.
I sindacati citano poi i cantieri che paralizzano la città. Non a torto: nella notte tra il 21 e il 22 maggio – la stessa del caos a Capodichino – lo svincolo "Capodichino/Aeroporto" della Tangenziale era chiuso dalle ore 23 in direzione autostrade, nell'ambito di un piano di chiusure notturne che ha interessato la tratta ogni notte della settimana dal 18 al 24 maggio.
Sulla viabilità ordinaria, dalle 8 del 21 maggio alle ore 20 del 22 maggio era in vigore il divieto di transito sulla corsia preferenziale della Riviera di Chiaia nel tratto tra via San Pasquale e piazza della Vittoria, con deviazioni obbligatorie su viale Gramsci e via Caracciolo. Tutti disagi non improvvisi, ma comunicati da tempo, quindi affrontabili con una organizzazione del settore che, evidentemente, non c'è.

La versione dell'Anm, l'azienda trasporti che gestisce anche Alibus
Fin qui la verità dei tassisti. Il problema è che la loro lettera non risponde alla domanda più semplice: perché, alle ore 23 di giovedì sera 21 maggio, non c'era nemmeno una vettura disponibile fuori dal terminal?
L'Anm, l'azienda comunale dei trasporti, ha una sua versione. L'azienda ha fatto sapere che il servizio Alibus, la navetta bus che collega Capodichino col centro città, ha continuato a funzionare regolarmente anche in quella serata, accumulando ritardi proprio perché l'assenza dei taxi aveva riversato sull'autobus una domanda molto superiore al normale. L'ultima corsa da Capodichino verso il centro è partita alle 00:15. In altre parole: mentre i passeggeri aspettavano in fila, l'Alibus c'era – in ritardo, sovraccarico, ma c'era. I taxi, dice Anm, no.
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