"Mi candido a presidente della Regione Calabria". Lo ha annunciato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il primo cittadino ha sciolto le riserve dopo una settimana di riflessione. Non lascerà comunque l'incarico di sindaco di Napoli, in scadenza quest'anno, per il quale è al secondo mandato e non è ricandidabile. De Magistris conosce bene la Calabria, dove è stato sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, all'inizio degli anni Duemila. La moglie Maria Teresa Dolce è originaria della stessa città calabrese e l'ex pm trascorre spesso le vacanze estive in Calabria. Le elezioni, sia quelle regionali in Calabria che quelle comunali a Napoli, dovrebbero tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, e al momento non ci sono segnali di possibili slittamenti. De Magistris già oggi sarà a Cosenza e Rende per incontri politici, in vista dell'avvio della campagna elettorale. L'ex pm aveva già lasciato intravedere questa possibilità negli scorsi giorni, precisando però che non si sarebbe dimesso da sindaco a Napoli a febbraio, in quanto la legge elettorale regionale della Calabria non prevede incompatibilità a differenza di quella della Campania.

Il sindaco: "Non sono candidato calato dall'alto"

Oggi De Magistris ha chiarito la sua posizione per la candidatura a governatore della Calabria. La regione meridionale andrà al voto in aprile per il rinnovo del consiglio regionale e la scelta del nuovo governatore, dopo la scomparsa prematura di Jole Santelli a 51 anni, il 15 ottobre dello scorso anno, dopo aver combattuto una lunga malattia. Attualmente l'interim è affidato al vicepresidente Nino Spirlì, della Lega. "Non sono un candidato calato dall'alto – spiega De Magistris – ho sempre affrontato le sfide con la gente e tra la gente. Il popolo è la forza di quella rivoluzione che deve coniugare rottura del sistema e capacità di governo. Posso essere strumento per un processo di liberazione dal basso per dare voce ai tanti calabresi che non si piegano, che lottano per i valori costituzionali, per una Calabria forte e autorevole, mai con il cappello in mano e il guinzaglio di un ceto politico trasversale che ha annichilito la potenzialità di questa terra".

Poi, traccia il bilancio dei suoi 10 anni di governo a Napoli, dove ha portato nelle due consiliature, due edizioni delle World Series dell'America's Cup, nel 2012 e 2013, il Giro d'Italia e la Coppa Davis di tennis: "Abbiamo dimostrato di saper governare, con le mani pulite, senza mai cedere al compromesso morale e spezzando i legami tra criminalità organizzata e politica. Porto in dote autonomia, indipendenza, libertà, coraggio, amore e passione". "Costruiremo insieme un programma chiaro e forte e candideremo persone che hanno storie individuali e collettive credibili. Voglio dare voce a chi non l'ha avuta, potere a chi considera il potere come servizio per il bene comune e non come luogo per perseguire interessi di parte. Sono consapevole dell'impresa che appare impossibile, ma nulla è impossibile se c'è la volontà e lotterò con entusiasmo fino alla fine per la vittoria insieme alla maggioranza del popolo calabrese che desidera riscatto, sviluppo, libertà, giustizia sociale ed uguaglianza".

"Da sempre legato alla Calabria"

"Sono indissolubilmente legato a questa terra sin da bambino – racconta il primo cittadino napoletano – Sono autonomo e libero, senza prezzo. Una regione in cui fin da bambino ha trascorso le vacanze estive, che ho scelto dal 1995 al 1998 come prima sede da pubblico ministero e dove poi per scelta sono tornato dal 2003 al 2008, quando poi sono stato cacciato dal Sistema per aver investigato il sistema criminale". "Sono orgogliosamente un uomo del Sud – aggiunge – sono napoletano doc, con genitori napoletani, nonni paterni di origini lucane, nonno materno di origini siciliane, moglie calabrese e un figlio nato in Calabria. Da magistrato in Calabria ho dimostrato fedeltà alla Costituzione, applicando l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ed ho pagato un prezzo altissimo perché non sono scappato e non mi sono girato dall'altra parte anche quando ero consapevole che mi avrebbero fatto fuori e sono stato fermato, scippandomi indagini su fatti gravissimi, strappandomi le funzioni di pm e trasferendomi per incompatibilità ambientale, per aver individuato un sistema criminale, che gestiva in modo illecito fiumi di denaro pubblico che erano destinati allo sviluppo della Calabria". "La mia radice è questa – conclude – sono un uomo di giustizia che si è anche scontrato con la legalità formale divenuta abuso del diritto".

Dopo l'esperienza da magistrato, nel 2009 De Magistris si candida al Parlamento Europeo con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Qui per due anni svolge le funzioni di presidente della Commissione Controllo Bilancio, occupandosi dei fondi europei. Nel 2011 l'elezione a sorpresa alle elezioni amministrative per le comunali di Napoli. Riconfermato poi nel 2016, "con percentuali – ricorda – di circa il 70 per cento e diventando l'unica esperienza in Italia di una grande città con un'amministrazione autonoma che ha vinto contro tutto il ceto politico dominante e che, ereditata con i rifiuti, abbiamo portato, prima della pandemia, ad essere la città d'Italia che più è cresciuta in cultura e turismo".

A Palazzo San Giacomo rebus sul vice

Una settimana fa, a margine dell'ultimo rimpasto della giunta comunale, De Magistris aveva detto: "Deciderò tra domenica e lunedì Ma sono sempre più convinto per il sì. Se dovessi accettare, sarebbe nel solco di una coalizione civica al di fuori degli schieramenti tradizionali a cui la politica ci ha abituato”. De Magistris è ormai in scadenza del suo ultimo mandato da sindaco di Napoli. La nuova squadra di Governo vede Carmine Piscopo vicesindaco e l'ingresso dei neo-assessori Marco Gaudini e Giovanni Pagano, che hanno preso le deleghe rispettivamente ai Trasporti e al Lavoro. Mentre sono usciti dall'esecutivo cittadino Enrico Panini e Monica Buonanno. “La legge regionale calabrese – aveva spiegato De Magistris in quell'occasione – non impone le dimissioni del sindaco. Quindi non ho alcun motivo per lasciare la guida della città". L'incompatibilità con la carica di sindaco, infatti, scatterebbe eventualmente solo dopo l'elezione in Calabria. De Magistris quindi dovrebbe dimettersi in quel caso nel tempo intercorrente alle elezioni amministrative a Napoli, previste al momento per giugno, considerato che nel 2016 si tennero il 5 giugno. In quel caso, nei giorni di differenza fino all'insediamento della nuova giunta, la fascia tricolore passerebbe al vice Carmine Piscopo. De Magistris già la settimana scorsa aveva lasciato trapelare un esito positivo sulla sua decisione di candidarsi in Calabria: "In questi giorni – aveva detto – ho avuto delle chiacchierate perché per sciogliere la riserva è fondamentale ascoltare e se dovessi decidere per il sì, si aprirà una fase di ascolto per vedere chi ci sta ad affrontare questa battaglia che sarà entusiasmante e che ci porterà alla vittoria”. “Sono sempre più convinto – aveva concluso – di sciogliere positivamente la riserva perché le sollecitazioni mi sono venute dal basso e perché mi sento profondamente legato alla Calabria. È una sfida che ha anche delle somiglianze, pur con le debite differenze, con quanto accadde a Napoli 10 anni fa”.