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6 Luglio 2022
8:00

Il paleontologo Dal Sasso: “Vi spiego l’importanza di Ciro, il dinosauro scoperto in Campania”

A Fanpage.it il paleontologo Cristiano Dal Sasso racconta: “La scoperta di un dinosauro come “Ciro”, con organi interni quasi intatti, è stata sensazionale. Ma da allora, non ci sono stati più scavi nella zona di Pietraroja”.
Intervista a Cristiano Dal Sasso
Paleontologo, curatore Sezione di Paleontologia dei Vertebrati presso il Museo di Storia Naturale di Milano.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Cristiano Dal Sasso e lo Scipionyx samniticus, detto "Ciro"
Cristiano Dal Sasso e lo Scipionyx samniticus, detto "Ciro"

La scoperta di un dinosauro in Italia è già un fatto straordinario: ma trovarlo nelle sue condizioni, ovvero con organi interni ancora integri è un valore aggiunto incredibile. Eppure, nonostante sia stato scoperto da diverso tempo, ad oggi il nome di "Ciro", scientificamente noto come Scipionyx samniticus e risalente a circa 110 milioni di anni fa, sembra ancora conosciuto ad un pubblico di nicchia. "Eppure andrebbe valorizzato come merita", ha spiegato a Fanpage.it il paleontologo Cristiano Dal Sasso, curatore della Sezione di Paleontologia dei Vertebrati presso il Museo di Storia Naturale di Milano e uno dei massimi studiosi del dinosauro scoperto negli anni Ottanta a Pietraroja, in provincia di Benevento.

Contattato da Fanpage.it, il professor Dal Sasso ha spiegato l'importanza del dinosauro, ribattezzato "Ciro" dalla stampa locale dell'epoca, nel panorama paleontologico italiano ed internazionale. Attualmente, è esposto gratuitamente e tutti i giorni presso la sede operativa della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, presso l’ex Convento di San Felice che si trova in viale degli Atlantici, nel capoluogo sannita. Dal Sasso nei giorni scorsi è stato a Benevento ospite del convegno organizzato dall'Ente Geopaleontologico di Pietraroja, guidato dal presidente Gennaro Santamaria, con la collaborazione dell'European Association of Vertebrate Palaeontologists (EAVP), che ha attirato a Benevento oltre mille visitatori proprio per il dinosauro sannita.

Professore, la scoperta di Ciro perché è di così fondamentale importanza?

Parliamo di un fossile ritrovato in ottimo stato e che ha conservato perfino gli organi interni, e nel quale sono state ritrovate grandi quantità perfino di organi interi, come ad esempio l'intestino.  Si tratta di un fossile unico, che ha conservato perfino i tessuti, anche a livello cellulare: si sono fossilizzate una ad una e questo per la paleontologia è un fattore importantissimo. Si tratta, ripeto, dell'unico esemplare al mondo di dinosauro ad essersi fossilizzato con gli organi interni.

Eppure, al momento, "Ciro" non sembra avere tutta la visibilità che meriterebbe.

Questo dipende dalle autorità locali e dagli uffici che hanno in gestione, anche per legge, questi reperti fossili. Un'anomalia tutta italiana prevede ad esempio che questo tipo di fossili siano sotto l'egida delle soprintendenze archeologiche: ma tra archeologia e paleontologia sono scienze completamente diverse. Anche perché quando c'è stata occasione, lo Scypionix ha avuto un grande successo A Milano, ad esempio, riuscimmo a portare 200mila visitatori, legando il ritrovamento del dinosauro ad altri reperti, anche fossili provenienti dal Museo di Paleontologia di Napoli: riuscimmo a mettere insieme il meglio, e raccontammo una storia che poi ebbe un grande successo in termini di pubblico.

Sono previsti nuovi scavi nel sito di Pietraroja?

Io me li auspico, e ne caldeggio l'iniziativa anche con tecniche più moderne. Pietraroja è un sito unico nel suo genere, somiglia ad una "sfogliatella": in 15 metri possiamo trovare 150 strati uno sopra l'altro, non serve scoperchiare grandi superfici per trovare qualcosa. Questo ci permetterebbe di ricostruire l'evoluzione della vita in un luogo singolo: in ogni strato sono racchiusi milioni di anni, è praticamente un enorme libro da sfogliare.

Pensa che possano riemergere anche altri dinosauri come Ciro?

Guarda, un ritrovamento del genere è sicuramente eccezionale e fuori dal comune, per tutta una serie di motivi, ma niente si può escludere. L'attuale sito di Pietraroja era all'epoca una laguna, per cui sarebbe molto più comune trovare animali marini, ma non c'è anomalia nel trovare anche animali e piante tipici della terraferma, magari portati in acqua da piogge, tempeste, alluvioni, e via dicendo, che si sono succedute negli anni.

Eppure dopo Ciro tutto si è fermato..

Sì, l'ultimo scavo è avvenuto proprio nel 1980, quando se ne occuparono l'Università Federico II di Napoli ed il Museo di Torino: in 42 anni, se escludiamo le due settimane nel 2001 in una superficie limitata, di fatto non è avvenuto più alcuno scavo. Oggi abbiamo anche tecniche moderne che potrebbero essere utili, ci si potrebbe lavorare bene e magari scoprire qualcosa di ancor più interessante.

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