Intervista a Sergio Costa: “Vi racconto il mio tumore, oggi è Papa Leone la voce della Terra dei fuochi”

Il vicepresidente della Camera, già ministro dell’Ambiente Costa (M5S) sta curando un tumore alla prostata. Per decenni, da generale della Forestale, ha scoperto discariche di veleni in Campania.
Intervista a Sergio Costa
Vice presidente della Camera dei deputati
A cura di Antonio Musella
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Sergio Costa
Sergio Costa

Sergio Costa è stato il generale dell'allora Corpo Forestale dello Stato, che ha scoperto il maggior numero di discariche di veleni in Campania. E' grazie alle sue indagini che si è arrivati alla definizione di "terra dei fuochi", la zona tra le province di Napoli e Caserta colpita da anni e anni di sversamenti abusivi di rifiuti pericolosi e industriali e dal fenomeno dei roghi tossici. In quegli anni Fanpage.it è stato tra i media che più hanno documentato il fenomeno dell'inquinamento della terra dei fuochi, e le nostre strade si sono incrociate spesso con quelle dell'allora generale Sergio Costa.

È stato ministro dell'Ambiente ed oggi è Vice presidente della Camera dei deputati, con il Movimento 5 Stelle. Pochi mesi fa ha scoperto di avere un tumore alla prostata. Inevitabile far correre il pensiero agli anni passati tra fusti tossici e scorie interrate.

In questa intervista a Fanpage.it, Costa ripercorre la malattia e la sua carriera professionale, riaccendendo la luce sulla terra dei fuochi, proprio alla vigilia della visita di Papa Leone XIV attesa per il prossimo 23 maggio.

Ha scoperto di avere un tumore, quando lo ha scoperto ed in che modo?

L'ho scoperto nell'autunno dell'anno scorso, nel 2025, ho avuto un tumore diagnosticato alla prostata. L'ho scoperto dopo aver avuto problemi urinari. Quando ho capito che c'era qualcosa che non andava, mi sono detto che avevo dei tempi davanti. E davanti al tempo qual è la questione che emerge subito? I tempi d'attesa, le liste di attesa. Significava che io per degli accertamenti nel pubblico, prima di avere la diagnosi definitiva di tumore, avrei dovuto aspettare mesi e mesi. Così ho parlato con degli amici ed ho fatto gli esami privatamente, poi dopo la diagnosi mi sono affidato al pubblico per le cure, sono stato curato ottimamente all'ospedale del mare di Napoli. Non puoi aspettare mesi, mesi e mesi per avere una diagnosi che devi avere velocemente. Il tempo è tutto quando ti curi un tumore.

Come sta adesso?

Ho fatto i primi controlli, quelli che si fanno dopo tre mesi dalla radioterapia, l'oncologo mi ha detto che sto sulla via della guarigione, con i tempi della guarigione.

È stato il protagonista della stagione della terra dei fuochi, ha scoperto decine e decine di siti dove sono stati interrati dei veleni, tra queste quella di Calvi Risorta, la discarica di rifiuti interrati più grande d'Europa, se la ricorda?

Eccome no. Calvi Risorta in provincia di Caserta, una collina di altezza media di 9 metri per 67 ettari, Per chi non è pratico si tratta di un'area che equivale tra gli 85 ed i 90 campi da calcio. Una collina posticcia, cioè una collina completamente fatta di rifiuti, nella zona industriale di Calvi Risorta.

In quel sequestro ricordo che c'erano poche mascherina durante gli scavi, e ricordo che i quando gli escavatori tiravano fuori i solventi da sotto terra, il terreno cambiava colore.

Cambiavano colore ed in taluni casi prendevano fuoco perché si ossidavano immediatamente. Erano immagini molto forti come quasi tutte le discariche che io ho sequestrato. Il grande tema è come è possibile che negli anni sia successo tutto questo: a Calvi Risorta, a Casal di Principe, a Villa di Briano, a Castel Volturno, ad Ercolano, e poi ancora e ancora ne potremmo citare tante. Come può essere che devi arrivare dopo tanti anni a scoprire una cosa che era sotto gli occhi di tutti, e nessuno si muoveva? Guarda che è una responsabilità politica gigantesca, la storia busserà alle porte di queste persone.

Ha fatto una riflessione tra il suo percorso professionale, i veleni in cui è stato, e la malattia?

Quando tu scopri di avere una malattia grave come la mia, ti fai tante domande, tra cui anche questa. Ma vuoi vedere che negli anni, perché è stato per anni, hai affrontato i rifiuti con i Dpi (dispositivi di protezione individuale ndr.) dell'epoca, cioè con il livello basso di sicurezza che c'era all'epoca? I Dpi erano "questi sconosciuti". Io non posso mettere in relazione l'una cosa con l'altra, però devo dire la verità c'ho pensato. Non incolpo nessuno, non incolpo né me stesso, né altri, c'ho riflettuto ma è stata anche una scelta la mia. La scelta di proporsi prima io dei miei uomini, io ero il primo a scendere anche a meno 30 metri nelle discariche, in alcune discariche era davvero un inferno, a respirare quell'aria e poi, se lo ritenevo, scendevano i miei uomini. Quei rifiuti me li sono respirati, mi restano ancora nel naso e nella mente. Io sentivo in quel momento, come tutta la mia squadra, che bisognava farla quella cosa. E ti dico di più, bisognava farla quella cosa perché era la prima risposta che lo Stato, come lo concepisco io con la "S" maiuscola, dava al cittadino che soffriva. Quel cittadino, dello scempio, se ne era accorto prima dello Stato. Io avevo il dovere, al di là della mia personale etica, di scendere a meno 20 metri ed andare a vedere se erano vere quelle cose. E le abbiamo scoperte.

Si è immedesimato in questi mesi anche nelle storie delle persone che ha incontrato nella terra dei fuochi in questi anni?

Ricordo perfettamente, era una delle prima discariche che scoprimmo, a Caivano, un'area agricola. Era luglio, faceva caldissimo, io ero in uniforme, e tirammo su tanti rifiuti. Ad un certo punto davanti all'area sequestrata arrivò una donna, che non avevo mai visto prima e mai rivedrò in seguito. Questa signora era sui 35-40 anni, mi abbracciò e mi disse: "Generale è la prima volta che vedo lo Stato". Io mi sono immedesimato in quelle persone che avevano già perso dei cari, e che sono venute da me per dire: "Non accada mai più". Quell'abbraccio, ho poi scoperto dopo, era l'abbraccio di una mamma che aveva perso un figlio in tenera età. Lo aveva perso per l'ingiuria ambientale? Io non lo so, ma lo aveva perso.

Oggi il tema della terra dei fuochi e dell'inquinamento ambientale che priorità ha nella percezione dei cittadini? Parliamo della Campania ma anche a livello nazionale

Nei cittadini è rimasta alta, specialmente in quei cittadini che vivono in dei territori complicati, che non sono solo la terra dei fuochi in Campania, ma come dico sempre, sono le terre dei fuochi d'Italia. Soffrono, patiscono, hanno una sensibilità alta, ma il tema è un altro: chi gli da voce? Se il governo non lo pone come una priorità, la salvaguardia del territorio e dell'ambiente, e conseguentemente la difesa della salute dei cittadini che vi abitano, chi da voce a questi milioni di cittadini?

Il prossimo 23 maggio Papa Leone sarà ad Acerra nella terra dei fuochi, un segnale importante nel solco di "Laudato Si" di Papa Francesco, cosa si aspetta da questa visita?

Intanto è un segnale meraviglioso. È meraviglioso che Papa Leone XIV venga due volte in Campania e che la seconda volta venga proprio dove è nato il concetto della terra dei fuochi. Perché è nata proprio lì, nella zona dell'acerrano, "Masseria Calabricito", se vogliamo citare il nome di una discarica, che ovviamente io investigai a suo tempo. Ma per me significa anche un'altra cosa, da voce a chi voce non ha. In un momento di desertificazione di queste voci, delle voci di chi urla nel deserto, e nessuno lo ascolta, viene Papa Leone e dice: io sono la vostra voce. Io adesso mi aspetto, un minuto dopo, che il governo dica che quella è una priorità. Perché è inaccettabile che l'autorità morale per eccellenza, cioè un Papa, per milioni di cristiani dia voce a queste sofferenze, ed invece non glie le dia il governo ed il parlamento.

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