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Il Comune di Napoli ha chiuso il complesso monumentale di San Severo al Pendino per rischi sulla cupola

Durante i sopralluoghi per installare la “Venere degli Stracci” di Pistoletto sono state rilevate spaccature nel piperno che mettono in dubbio la sicurezza.
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Chiude fino a nuova disposizione il complesso monumentale di San Severo al Pendino, in via Duomo, pieno centro storico di Napoli. Lo dispone un atto del Servizio Cultura del Comune di Napoli firmato il 13 maggio dalla dirigente Norma Carla Pelusio. Alla base della decisione ci sono lavori di adeguamento degli impianti di illuminazione di emergenza e verifiche tecniche sullo stato del piperno nella prima parte della cupola della navata della chiesa.

Secondo quanto riportato nella disposizione, durante alcuni sopralluoghi effettuati nell’ambito degli interventi preparatori per l’installazione della "Venere degli Stracci" di Michelangelo Pistoletto sarebbero state rilevate «spaccature nel piperno» tali da mettere «in dubbio le garanzie di sicurezza per il personale ed i visitatori». Per questo motivo era stata già disposta l’interdizione dei luoghi in attesa di ulteriori verifiche tecniche «a grande altezza» e di eventuali interventi di messa in sicurezza.

La vicenda si inserisce nel progetto avviato dal Comune per ospitare all’interno del complesso monumentale la monumentale installazione donata dall'artista alla città. L’atto ricostruisce infatti le tappe: dall’indicazione del sito come spazio destinato all'opera che fu esposta in piazza Municipio (addirittura fu bruciata da un uomo, poi arrestato e rifatta ex novo). Poi richiesta di autorizzazione inviata alla Soprintendenza, fino al via libera arrivato nei mesi scorsi per l’allestimento temporaneo e per gli impianti antincendio e illuminazione.

Con quest'atto Palazzo San Giacomo dispone quindi  la chiusura al pubblico del complesso monumentale fino a disposizione contraria; la sospensione di tutte le iniziative culturali previste nello spazio; la notifica del provvedimento al personale assegnato alla struttura.

La chiesa era stata  restituita alla pubblica fruizione alla fine degli anni Novanta dopo circa mezzo secolo di chiusura e lavori di restauro e consolidamento pluridecennali, più volte interrotti. Negli ultimi anni la navata della struttura ospitava concerti, esposizioni temporanee e manifestazioni culturali.

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