Il Comune di Torre Annunziata sciolto per infiltrazioni mafiose, è la seconda volta in quattro anni

Arriva lo scioglimento dei Comuni di Torre Annunziata (Napoli) e di Sarno (Salerno), per infiltrazioni e condizionamento della criminalità organizzata: lo ha disposto il Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), dopo gli accertamenti svolti dalle commissioni di accesso incaricate di verificare eventuali collegamenti tra le attività amministrative e gruppi di camorra. Con la decisione del Viminale, che dovrà essere formalizzata con decreto del Presidente della Repubblica, decadono sindaco, giunta e consiglio comunale e per la gestione sarà incaricata una commissione straordinaria che resterà in carica per 18 mesi (prorogabili fino a 24).
Per Torre Annunziata si tratta del secondo scioglimento per infiltrazioni in quattro anni, il precedente risale al maggio 2022. La commissione di indagine per l'accesso era stata nominata nei primi giorni del gennaio 2026 dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, su delega del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Obiettivo, verificare commistioni con i clan dell'area vesuviana nella cittadina che un tempo fu il fortino del clan Gionta e dove ora sono attivi anche i Gallo-Cavalieri.
Lo scossone era arrivato il 5 maggio scorso, in occasione dell'avvio della demolizione di Palazzo Fienga, storica roccaforte dei Gionta. In quell'occasione il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, davanti ai ministri Piantedosi e Matteo Salvini e al Prefetto, aveva accusato apertamente: "Ci sono troppe troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe ombre e troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale". Dopo queste dichiarazioni il sindaco Corrado Cuccurullo aveva presentato le dimissioni, diventate irrevocabili il 25 maggio; due giorni prima l'intera giunta si era dimessa, rimettendo le deleghe nelle mani del Sindaco e chiedendogli di restare alla guida della città. A seguito delle dimissioni di Cuccurullo, il prefetto aveva nominato il prefetto in quiescenza Gianfranco Tomao come commissario straordinario a Torre Annunziata.