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Comune di Torre Annunziata, dimissioni di Cuccurullo efficaci: il prefetto Di Bari nomina il commissario Tomao

Gianfranco Tomao, prefetto in quiescenza, guiderà il Comune dopo la crisi innescata dall’inchiesta sui rimborsi e le dimissioni in consiglio.
Corrado Cuccurullo, sindaco dimissionario di Torre Annunziata
Corrado Cuccurullo, sindaco dimissionario di Torre Annunziata

Allo scadere dei venti giorni previsti dalla legge, il comune di Torre Annunziata, comune del Vesuviano, "passa" nelle mani dello Stato. Il sindaco Corrado Cuccurullo lo aveva annunciato il 5 maggio, e ora quelle dimissioni diventano efficaci e irrevocabili. Il consiglio comunale è sciolto. Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, nomina commissario prefettizio il dottor Gianfranco Tomao, prefetto in quiescenza, con l'incarico della provvisoria gestione dell'ente.

Tomao si insedia in una città che negli ultimi venti giorni ha visto svuotarsi progressivamente l'aula consiliare. Prima le dimissioni di cinque consiglieri, poi quelle del consigliere Fabio Giorgio: sei uscite che Cuccurullo, nella sua nota, definisce «una profonda alterazione della rappresentanza politica democraticamente eletta nel giugno 2024». Una rappresentanza che aveva appena dodici mesi di vita.

A innescare la crisi è stata la cosiddetta Rimborsopoli: l'inchiesta della Procura di Torre Annunziata che ha coinvolto due consiglieri comunali del Partito Democratico. Il procuratore Nunzio Fragliasso aveva reso pubbliche le accuse il 9 maggio, e quella conferenza stampa aveva accelerato tutto. Cuccurullo aveva convocato i giornalisti lo stesso giorno per spiegare la sua scelta di uscire. Nei giorni successivi erano arrivati appelli e richieste di ritiro delle dimissioni, dalla maggioranza e da settori della società civile. Il sindaco non ha cambiato idea. «Restare in carica non sarebbe stato coerente con il senso di responsabilità istituzionale che mi ha sempre ispirato», scrive oggi. E aggiunge: «Non soluzioni di facciata. Né rientri tattici».

Sul fronte giudiziario, Cuccurullo mantiene il profilo istituzionale: «Confermo il mio pieno rispetto per le indagini in corso e la mia fiducia nella magistratura. I fatti oggetto di accertamento, se confermati nelle sedi proprie, costituirebbero certamente una vicenda grave». I tempi del voto dipenderanno ora dal decreto ministeriale di scioglimento e dall'eventuale fissazione della data da parte del governo.

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