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Due bunker per latitanti nell’ex fortino dei Gionta di Torre Annunziata, nelle camere segrete letto e televisore

Controlli dei carabinieri nel “quadrilatero delle carceri” di Torre Annunziata (Napoli): nell’ex regno del clan Gionta trovati due bunker per latitanti e sequestrati droga e armi.
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A cura di Nico Falco
Uno dei bunker trovati dai carabinieri a Torre Annunziata (Napoli)
Uno dei bunker trovati dai carabinieri a Torre Annunziata (Napoli)

Un televisore, un letto: nessun lusso eccessivo, giusto qualche comodità per dormire e, magari, passarci qualche notte se tutto intorno lampeggiano le sirene: erano semplici, ma sicuramente funzionali, i due bunker trovati dai carabinieri tra i palazzoni del "quadrilatero delle carceri" di Torre Annunziata (Napoli). Facile intuire a cosa servissero: ricavati nelle mura e accessibili tramite un pannello con un meccanismo nascosto, potevano essere l'ultima speranza di un latitante nel caso di un blitz delle forze dell'ordine. Più difficile, almeno per ora, capire se siano realmente stati utilizzati e da chi.

L'area dove sono stati effettuati i controlli era un tempo la roccaforte del clan Gionta, il gruppo di camorra che per anni è stato egemone a Torre Annunziata. Lo stesso che aveva il suo quartier generale in Palazzo Fienga, il cui abbattimento è stato avviato nel maggio 2026, ma che per 50 anni è stato simbolo di camorra e, in particolare, è stato la dimostrazione in mattoni del potere del clan che fu di Valentino Gionta.

In campo, per una serie di pattugliamenti e perquisizioni, i carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Torre Annunziata e quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria. E, proprio nelle abitazioni passate di mano in mano tra affiliati e fiancheggiatori, i militari hanno trovato quelle due camere segrete. Dentro, in uno spazio angusto, un letto completo di lenzuola e un televisore. Durante il servizio sono state inoltre sequestrate 4 pistole (di cui 2 a salve ma senza tappo rosso), 195 proiettili di vario calibro, 2 caricatori per pistola, 92 grammi di marijuana, sostanze usate per tagliare lo stupefacente e confezionare le dosi, e un sistema di sorveglianza composto da microcamera e registratore per tenere sotto controllo i dintorni.

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