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Domani la demolizione di Palazzo Fienga, per 50 anni simbolo del clan Gionta di Torre Annunziata

Partono domani, 5 maggio, le operazioni di demolizione di Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta di Torre Annunziata (Napoli); al suo posto sorgeranno una piazza e un parco pubblico.
A cura di Nico Falco
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Domani, 5 maggio, comincerà la demolizione di Palazzo Fienga, a Torre Annunziata (Napoli). Bene confiscato alla camorra, ma dall'importanza simbolica ben più alta di quella materiale: l'edificio è stato, per 50 anni, il simbolo del potere criminale del clan Gionta, all'epoca principale gruppo di camorra nella cittadina del Vesuviano ed attivo ancora oggi. Al posto della struttura sorgeranno una piazza e un parco pubblico.

Alla cerimonia di avvio dei lavori, prevista per le 12, interverranno interverranno il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Saranno presenti anche il prefetto di Napoli Michele di Bari, il sindaco di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo e il sindaco della Città metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi. I lavori preliminari per l'abbattimento sono stati avviati ad aprile dalla Prefettura di Napoli, in un percorso che ha visto coinvolti anche i Procuratori della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri e di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso oltre al Direttore dell’ANBSC, al Commissario straordinario per Palazzo Fienga, al Direttore dell’Agenzia del Demanio, al Provveditore alle Opere Pubbliche e alle Forze dell’ordine.

Palazzo Fienga è stato per decenni centro del potere dei "Valentini", roccaforte nel quale è stata decisa la strategia del clan, dai traffici di droga alle estorsioni alle omicidi. Un potere criminale che trovava nell'edificio la sua rappresentazione fisica nella struttura e che è stato narrato anche dal giornalista del Mattino Giancarlo Siani, che fu ucciso, il 23 settembre 1985, dopo gli articoli sui Gionta e sui loro alleati, i Nuvoletta. Il palazzo è stato sgomberato dagli occupanti il 15 gennaio 2015 con una operazione che vide in campo circa 400 agenti delle Forze di Polizia; il 15 settembre 2017 è stato definitivamente confiscato ed assegnato alla gestione dell'ANBSC, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

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