I Centri di Salute Mentale di Napoli perderanno la copertura notturna dal primo giugno

La riorganizzazione dei Centri di Salute Mentale dell'ASL Napoli 1 Centro scatena le proteste del Forum Diritti e Salute. Nel mirino la decisione, comunicata ai sindacati dall’azienda sanitaria, di affidare dal prossimo 1° giugno le emergenze e le urgenze psichiatriche notturne e festive al servizio territoriale 118.
La misura è contenuta in una nota interna dell’ASL Napoli 1 Centro relativa alle "Attività Centri di Salute Mentale", firmata dal direttore generale Gaetano Gubitosa insieme alla direttrice sanitaria Maria Corvino e alla direttrice amministrativa Amalia Carrara. Nel documento si richiama una richiesta della Direzione generale regionale per la tutela della salute diretta da Ugo Trama, sulla «corretta organizzazione e funzionamento dei Centri distrettuali di salute mentale» e si evidenzia la necessità di rivedere il modello organizzativo «basato sulle sole 24 ore», ritenuto causa di «un eccesso di personale utilizzato nelle sedi territoriali nelle ore notturne e festive diurne».
Che succede, quindi? L'Asl Napoli comunica quindi che, dal primo giorno del prossimo mese le attività dei Centri di Salute Mentale saranno svolte in fascia H12, dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato, mentre «le urgenze/emergenze che dovessero verificarsi negli orari notturni e festivi saranno garantite attraverso il servizio di emergenza territoriale/118».
Durissima la reazione del Forum Diritti e Salute. In una nota firmata dal portavoce Francesco Maranta, l’associazione parla di «orrore» e accusa le aziende sanitarie di ignorare nei fatti la legge regionale Campania n.1 del 1983, ancora vigente. «La Legge 1/83 prevedeva infatti una rete strutturata di assistenza psichiatrica territoriale, capace di garantire continuità terapeutica, presa in carico specialistica e interventi dedicati alle persone affette da sofferenza psichica», scrive il Forum.
Secondo Maranta, «affidare tali emergenze esclusivamente al 118 significa, di fatto, interrompere quell’assistenza specialistica psichiatrica prevista dalla normativa regionale ancora oggi in vigore». Nel comunicato si critica anche il silenzio delle organizzazioni sindacali: «La salute mentale non può essere trattata come un settore marginale da ridurre o smantellare progressivamente. Dietro ogni emergenza psichiatrica ci sono persone fragili, famiglie lasciate sole, operatori sanitari sempre più in difficoltà».
Il Forum collega poi la vicenda direttamente alla gestione politica della sanità campana: »La politica regionale continua a parlare di rilancio della sanità pubblica, ma i fatti raccontano altro. Questa viene chiamata ‘nuova sanità’. Questo sarebbe il nuovo corso del presidente Roberto Fico?».
Anche dalla Funzione Pubblica Cgil Napoli arrivano attacchi. A parlare è Antimo Morlando, segretario generale Sanità Pubblica Fp Cgil Napoli: «La scelta è di depotenziare un servizio che ha garantito continuità assistenziale e presa in carico territoriale. È inconcepibile pensare di recuperare personale chiudendo servizi produttivi e fondamentali. Il personale si recupera assumendo nuovi operatori, non smantellando presidi di salute mentale».