Giulio Giaccio ucciso per errore e sciolto nell’acido, caso riaperto dopo 26 anni: processo da rifare

Processo da rifare per la morte di Giulio Ciaccio, ucciso per errore a 25 anni e sciolto nell'acido il 30 luglio 2000. La suprema Corte di Cassazione accoglie il ricorso di Procura generale di Napoli e Dda e riapre il caso dopo 26 anni. Si dovrà tornare in Corte di assise di appello per accertare la verità. Giulio Giaccio venne assassinato il 30 luglio del 2000 e "annichilito" con l'acido dopo essere stato scambiato per un certo Salvatore, ritenuto "colpevole" di intrattenere una relazione sentimentale con la sorella di un affiliato al clan Polverino, Salvatore Cammarota.
Giaccio fu ucciso a sangue freddo, a colpi di pistola, e poi sciolto nell'acido affinché di lui restasse più nulla per un terribile scambio di persona. Adesso, però, la Corte di Cassazione (prima sezione penale) ha accolto i ricorsi della procura generale di Napoli, nella persona della dottoressa Correra, e della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, con il sostituto procuratore Giuseppe Visone, con i quali è stato chiesto il riconoscimento dell'aggravante mafiosa a carico di Salvatore Cammarota, Roberto Perrone e Carlo Nappi, ritenuti mandati ed esecutori materiali dell'omicidio.
"Dopo 25 anni – commenta l'avvocato Alessandro Motta che con la collega Concetta Chiricone è impegnato da anni affinché Giulio Giacco venga riconosciuto una vittima innocente della camorra – finalmente c'è un segnale di giustizia. Speriamo che la Corte di assise di appello davanti alla quale sarà celebrato nuovamente il processo saprà valutare tutti gli elementi in maniera sobria e legittima al fine fare pienamente giustizia su questa annosa vicenda che ha turbato la vita di una famiglia intera. La mamma di Giulio deceduta prima dell'ultima sentenza, fino all'ultimo ha chiesto giustizia per il figlio che è morto ammazzato in maniera efferata dalla camorra a soli 25 anni, per uno scambio di persona".