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Arzano, Rosario Coppola ucciso per errore, il killer ammazzato un mese dopo: 10 fermi nei clan della 167

Dieci fermi nei clan della 167 di Arzano (Napoli): tra le accuse quella di omicidio per la morte di un imbianchino di 52 anni, ucciso per uno scambio di persona.
A cura di Nico Falco
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Rosario Coppola
Rosario Coppola

Rosario Coppola, l'imbianchino 52enne ucciso con cinque colpi di pistola ad Arzano (Napoli), sarebbe finito nel mirino del killer per uno scambio di persona: guidava un'auto simile a quella del reale obiettivo. E il suo assassino sarebbe stato Armando Lupoli, che un mese dopo dopo sarebbe stato vittima di un agguato, sempre nel comune del Napoletano. Ricostruzione della Procura e dei carabinieri che ha portato a 11 fermi, emessi nei giorni scorsi, a vario titolo, per omicidio, associazione mafiosa, armi ed estorsione; dieci dei quali sono stati convalidati, tra i destinatari ci sono anche i presunti capi dei due gruppi rivali: Salvatore Romano, presunto mandante, e Davide Pescatore, che sarebbe il reale obiettivo dell'agguato.

I due omicidi, il primo dei quali con una vittima innocente, si inquadrerebbero nei contrasti per il controllo delle piazze di spaccio della 167 di Arzano. L'agguato in cui è stato ucciso Coppola risale alla serata 4 febbraio. Il 52enne era stato raggiunto dai sicari in via Sette Re; cinque colpi andati a segno, dinamica palesemente da omicidio di camorra. Ma dagli iniziali accertamenti era emerso che l'uomo non aveva legami con la criminalità organizzata. In auto con lui c'era un ragazzo di 25 anni, rimasto ferito, e nemmeno per lui erano emersi elementi che portassero alla camorra.

Il retroscena è stato ricostruito con le indagini. In quell'agguato sarebbe dovuto morire Davide Pescatore, di recente scarcerato, e a capo di uno dei due gruppi della 167 di Arzano. A deciderlo sarebbe stato Salvatore Romano, reggente della cellula degli Amato-Pagano, che avrebbe deciso di eliminare un personaggio di spessore criminale che avrebbe potuto prendere il suo posto. Il killer, però, che sarebbe stato individuato in Armando Lupoli, avrebbe sbagliato obiettivo: avrebbe visto la Smart bianca e, credendo di riconoscere Pescatore, avrebbe fatto fuoco.

Il secondo agguato, nel tardo pomeriggio del 7 marzo. Lupoli, 39 anni, è stato raggiunto dai killer in scooter in via Mazzini, è deceduto poco dopo nell'ospedale di Frattamaggiore. Per questo omicidio non sono state formalizzate accuse, ma gli inquirenti ritengono probabile che i sicari siano legati al gruppo di Pescatore, che si sarebbero così vendicati dell'agguato di un mese prima contro di loro.

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