Giro d’Italia, a via Marina a Napoli asfaltati tombini e caditoie: usata una pellicola speciale per liberarli

A via Marina a Napoli asfaltati anche tombini e caditoie dell'acqua piovana per il Giro d'Italia. L'episodio non è passato inosservato a molti cittadini e osservatori. Ma per eseguire questo intervento, necessario per rendere il manto stradale uniforme, in particolar modo sul rettilineo, ed evitare incidenti per i ciclisti, è stata utilizzata una tecnica speciale, a quanto apprende Fanpage.it, che consentirà di liberare in pochi minuti le zone rappezzate. In pratica, negli scorsi giorni, gli operai della Napoli Servizi sono intervenuti stendendo, in prossimità dei tombini in dislivello, sistemando prima del materiale sintetico, una specie di tappetino, e poi ricoprendo il tutto con l'asfalto a caldo. In questo modo, quando si andrà a rimuovere la copertura d'asfalto, basterà un semplice strappo, come per rimuovere un cerotto, e sarà tutto più facile.
Le caditoie che fungono da scolo dell'acqua piovana sono state già liberate nelle scorse ore. Per i tombini, invece, che appartengono ai vari sottoservizi (fognature, acquedotto, elettrodotto e gasdotto) si interverrà su richiesta dell'ente interessato di volta in volta ad accedere al sottosuolo. Gli ultimi interventi sono stati fatti mercoledì sera, il giorno prima del Giro. Le buche da riparare sono state indicate dagli uffici tecnici comunali, dopo sopralluoghi con la Polizia Locale.

Le polemiche sulla caduta in via Cesario Console
Altro aspetto sollevato sulla tappa napoletana del Giro da alcuni cronisti internazionali è stata la presunta presenza di buche in via Cesario Console, in prossimità della curva dove è avvenuta la caduta, prima dell'arrivo al traguardo in piazza del Plebiscito. Lungo la strada ci sono alcuni avvallamenti, in effetti, ma le buche sono state tutte rappezzate prima della gara ciclistica. Anche nelle immagini dove sembra che ci sia una buca, in prossimità della caduta, in realtà si è trattato di un effetto ottico, perché la strada risulta asfaltata. La scivolata dei ciclisti è stata legata probabilmente al manto stradale sdrucciolevole a causa della pioggia caduta sui cubetti di porfido.

Diverso l'aspetto che riguarda la scelta del tragitto finale, con una doppia curva in salita e pavimentazione in pavé, piuttosto che sul rettilineo del Lungomare, come avvenuto nelle precedenti edizioni. Decisione dettata dalla presenza dei cantieri sul Lungomare di via Partenope e via Nazario Sauro, in corrispondenza del Castel dell'Ovo, dove inizialmente era stato previsto il traguardo. Su questo aspetto è intervenuto, poco dopo la corsa, il ciclista Jonathan Milan, che ha dichiarato: "Mi sembra assurdo fare un arrivo così, quando qualche anno fa si poteva andare semplicemente dritti. Pericolosissimo. Infatti siamo caduti. Ero in una buona posizione. Non capisco perché cercare questi arrivi di tappa così. Si sapeva che sarebbe potuto accadere qualcosa anche col bel tempo. Lo trovo assurdo. Ha cominciato a piovere ed era come andare sul ghiaccio".