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Giro d'Italia 2026

Bettiol sui tifosi che han provato a far cadere i ciclisti al Giro d’Italia: “Potevamo finire in ospedale”

Alberto Bettiol ha visto in tempo reale quanto è accaduto sulla rotonda all’altezza di Pomigliano d’Arco, a 50km dall’arrivo di Napoli durante la 6a tappa del Giro d’Italia: “Hanno provato a toccarci ma non capiscono la velocità cui andiamo”. Ballerini: “Ci vuole più rispetto”
A cura di Alessio Pediglieri
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Le scene assurde viste a 50 chilometri dal traguardo di Napoli nel corso della 6a tappa hanno avuto conseguenze importanti per i due giovani tifosi, autori di un atteggiamento più che rischioso per l'incolumità del gruppo: identificati attraverso le immagini televisive sono stati identificati e messi sotto daspo urbano. "Non hanno capito il rischio che ci hanno fatto correre", il commento di Davide Ballerini, vincitore della tappa campana, seguito da quello di Alberto Bettiol: "Andiamo velocissimi, se ci tocchiamo andiamo in ospedale tutti".

Cos'è accaduto nella 6a tappa: due tifosi rischiano di far cadere il gruppo

Un primo tentativo, poi di nuovo un altro per provare a toccare i ciclisti che stavano percorrendo in gruppo una rotonda a 50 chilometri dal traguardo di Napoli, nella parte finale del Giro d'Italia. Il tutto inquadrato in diretta TV dalle telecamere Rai, con tanto di replay. Utili per aver poi permesso alle forze dell'ordine l'identificazione e la denuncia dei due ragazzi, raggiunti poi da un daspo urbano. Ma questo poco conta. Ciò che è più grave e che in parte ha scosso anche gli stessi corridori è la sensazione dell'assoluta mancanza di cognizione di quanto fatto e di ciò che poteva accadere. A sottolinearlo è stato Alberto Bettiol che era in gruppo e ha vissuto in tempo reale quanto successo.

Thomas Silva risponde alle manate dei due tifosi, poi identificati e denunciati
Thomas Silva risponde alle manate dei due tifosi, poi identificati e denunciati

Il 33enne corridore dell'Astana XDS ha rivissuto quegli attimi assurdi: "Ho visto tutto quanto è accaduto perché davanti a me c’era Thomas Silva [l’uruguaiano ex maglia rosa e suo compagno di squadra, ndr] che l'ha mandato a quel paese, rispondendo alla manata". In quel momento il gruppo, compatto viaggiava a ritmo elevato: "Non si rendono conto della velocità a cui andiamo", ha proseguito ancora Alberto Bettiol che poi ha concluso amaramente: "Se li prendiamo, ci facciamo male e finiamo in ospedale, tutti". Anche l'organizzazione del Giro d'Italia ha voluto marcare l'attenzione su un episodio che non può né deve più accadere: "Vi adoriamo a bordo strada, ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona", ha scritto sui propri account ufficiali.

L'amarezza di Ballerini: "Forse una bravata, ma ci deve essere rispetto"

Alla fine, sull'argomento, è intervenuto anche l'eroe di giornata, Davide Ballerini, vincitore di tappa che non è rimasto in silenzio davanti al pericolo corso: "Forse sono solo degli esibizionisti, non lo so. Sicuramente è stata una bravata, non si sono resi conto di ciò che poteva succedere, ma non penso si volessero lanciare dentro al gruppo" ha concluso il corridore dell'Astana XDS. "Spero che si capisca che se vengono a vederci e tifare sono i benvenuti, ma ci deve essere rispetto reciproco". 

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