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Campi Flegrei

Campi Flegrei, parlare di allerta arancione così non ha senso: l’errore di Musumeci

Il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci avrebbe dovuto dosare le parole su un tema così impattante per la vita di oltre mezzo milione di persone.
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Nello Musumeci, ministro della Protezione Civile nel governo di Giorgia Meloni ha fatto lo scherzetto di Halloween a mezzo milione di residenti nella zona rossa dei Campi Flegrei col comunicato del pomeriggio del 31 ottobre sulla crisi bradisismica dell'area fra Napoli e Pozzuoli. Ha messo nero su bianco la possibilità di aggravamento della situazione flegrea con innalzamento del livello di allerta da giallo ad arancione (resterebbe solo quello rosso, ovvero eruzione imminente e sgombero entro 72 ore). Ne ha facoltà e prerogative e l'ha fatto sentendo la commissione Grandi rischi e tanti specialisti.

Tuttavia le parole di oggi andavano contestualizzate in maniera corretta, tenendo conto che sono destinate a giornali e a popolazione. E ciò non è stato fatto.

Vediamo passo passo tutto il comunicato della Protezione Civile sui Campi Flegrei. Si legge:

La attività vulcanica nei Campi Flegrei, connessa al bradisismo, risulta essere in costante evoluzione.

Non si esclude che, se dovesse perdurare tale situazione, si possa passare al livello di allerta arancione.

Il governo, con le sue strutture operative e scientifiche, segue costantemente la situazione, in continuo contatto con le istituzioni locali.

I Campi Flegrei sono un vulcano. Da sempre. Che possano generare terremoti e, in ultima analisi, eruttare, è nello stato delle cose. È una possibilità che dobbiamo accettare tutti.  Ma perché il ministro parla così? C'è un aggravamento della situazione? E qui viene reso noto un recente atto, ovvero il parere della Commissione Grandi Rischi – Settore rischio vulcanico. La commissione si è riunita due giorni, il 27 e 28 ottobre su richiesta del Capo Dipartimento, Fabrizio Curcio, per un ulteriore approfondimento tecnico-scientifico sui fenomeni in corso nell’area dei Campi Flegrei.

Cosa hanno desunto gli esperti, italiani e stranieri, convocati per discutere della questione?

In base a quanto emerso e alle valutazioni compiute, la Commissione rileva che l’insieme dei risultati scientifici rafforza l’evidenza del coinvolgimento di magma nell’attuale processo bradisismico di sollevamento del suolo.

In particolare, ritiene che il quadro complessivo – pur se non di univoca interpretazione – faccia comunque emergere la possibilità che i processi in atto possano evolvere ulteriormente.

Arriviamo al nocciolo della situazione. La commissione (sto semplificando molto) ha detto che nel bradisismo ai Campi Flegrei, il fenomeno che fa sollevare il suolo, potrebbe essere coinvolto il magma. Quest'ultimo – una volta trovata la via a suon di terremoti – potrebbe salire ed eruttare (ci sono segnali premonitori).
La nota stampa diffusa oggi ha anche specificato che questo quadro non è «di univoca interpretazione». Ovvero – ed è un fatto importante – non tutti gli scienziati coinvolti nell'analisi sono concordi su questa visione.

Dunque, la giusta disposizione della Protezione Civile è quella di operatività ma pure di buon senso. Sintetizzando: estote parati, detto evangelico e motto scout, cioè «siate pronti».
Occorre essere pronti ad un passaggio d'emergenza rapido. E la procedura oggi è sicuramente farraginosa. Questo andava detto. Così come andava detto che la popolazione non è minimamente preparata e le vie di fuga non sono all'altezza. Non a caso è stato varato un decreto ad hoc, no? Se fossimo nell'imminenza della zona arancione ovvero in emergenza il Dl Campi Flegrei dovrebbe già essere superato e molta gente si dovrebbe preparare oggi ad andare via dalle proprie case. Ma così non è.

E veniamo ad un ultimo passaggio del comunicato stampa:

La Commissione, pertanto, ritiene opportuno che sia le attività di monitoraggio da parte dei centri di competenza, sia le attività di prevenzione da parte delle varie componenti del Servizio Nazionale di Protezione Civile si intensifichino ulteriormente e si preparino all’eventuale necessità di passare rapidamente verso un livello di allerta superiore rispetto all’attuale giallo.

Il Dipartimento, sulla base delle valutazioni della Commissione Grandi Rischi relative in particolare all’interconnessione tra il fenomeno bradisismico e la possibile evoluzione dell’attività vulcanica, ha chiesto ai Centri di Competenza, e in particolare all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, di implementare e perfezionare ulteriormente il sistema di monitoraggio, così da essere capace di rilevare in modo tempestivo una variazione dello stato del vulcano connesso alla possibile risalita di magma.

Più monitoraggi, più potere alla scienza e agli specialisti: non può che essere un bene. Forse il comunicato del ministro Nello Musumeci doveva partire da questo aspetto e non dalla parola «allerta arancione» che ha messo in allarme mezzo milione di persone.

Non a caso il sindaco metropolitano di Napoli, Gaetano Manfredi e i sindaci di Pozzuoli, Luigi Manzoni, Napoli, Gaetano Manfredi e di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione hanno pubblicamente chiesto a tutti (ma era rivolto a Musumeci e alla Protezione Civile) di «fare molta attenzione ai termini usati per la comunicazione, tenendo conto degli effetti sulla popolazione e sull'economia dei Campi Flegrei». E non a caso in serata Musumeci ha convocato un incontro coi sindaci per il pomeriggio di martedì 7 novembre.

Chiarezza. Senza nascondere né omettere nulla, ma parlando il linguaggio della trasparenza, non quello dell'allarmismo.

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Giornalista professionista, capo cronaca Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha una newsletter dal titolo "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri "Il Casalese" (Edizioni Cento Autori, 2011); "Novantadue" (Castelvecchi, 2012); "Le mani nella città" e "L'Invisibile" (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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