Domenico Manzo, cambia l’accusa per due indagati: da sequestro a omicidio volontario

Colpo di scena nella vicenda legata alla scomparsa di Domenico Manzo, scomparso l'8 gennaio 2021 da Prata di Principato Ultra, in Irpinia: per due degli indagati, il capo d'imputazione diventa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il giudice ha confermato la richiesta degli avvocati dei due fratelli Manzo, avanzata nelle scorse settimane. Ora però si attende di conoscere la data dell'udienza preliminare "definitiva", dopo che quella del 15 aprile scorso aveva visto il giudice per le udienze preliminari disporre la restituzione degli atti al pm per valutare la riformulazione dei capi di imputazione.
Ora il quadro attuale vede la figlia di Domenico, Romina Manzo, indagata per favoreggiamento, mentre per Loredana Scannelli ed Alfonzo Russo l'imputazione è quella di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. "Il sostituto procuratore ha confermato che si farà un processo per omicidio, e per noi è un passo in avanti importante", ha spiegato a Fanpage.it l'avvocato Federica Renna, legale di Romina Manzo, sottolineando che "faremo di tutto per far emergere la verità e far parlare chi sa".
Tutto è iniziato l'8 gennaio 2021, la sera in cui Romina Manzo compiva vent'anni. Domenico Manzo, presente in casa durante la festa della figlia, lasciò l'appartamento dopo un litigio con la figlia. Dopo essersi allontanato a piedi, di lui si perdono le tracce. Non è chiaro cosa sia accaduto in quei momenti, fatto sta che di lui, muratore in pensione con un passato da calciatore (militò anche nella Ternana), non si è saputo più nulla. In cinque anni di indagini, non è mai stato trovato nulla di Domenico Manzo, letteralmente svanito. Ora un nuovo colpo di scena nel lungo iter giudiziario sulla sua scomparsa. In attesa che la famiglia possa sapere, dunque, la verità sull'allora 69enne di Prata di Principato Ultra.