Cristina Alongi uccisa da un albero a Napoli, “Fatta giustizia, ma il risarcimento non cancella il dolore”

Intervista a Patrizia Alongi
Avvocato e cugina di Cristina
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L'avvocato Patrizia Alongi, cugina di Cristina
La cugina Patrizia Alongi a Fanpage.it: “Le istituzioni non hanno imparato dalla sua morte, dopo 10 anni ancora crolli e incuria”

"È stata fatta giustizia anche in sede civile con il risarcimento riconosciuto al vedovo e alla figlia di mia cugina Cristina, ma certamente non cancella il loro dolore, soprattutto di mia nipote che adesso ha compiuto 18 anni e ne aveva appena 9 quando ha perso la mamma". A parlare a Fanpage.it è l'avvocato Patrizia Alongi, cugina di Cristina, morta tragicamente il 10 giugno 2013, schiacciata da un pino caduto mentre passava con la sua auto in via Aniello Falcone a Napoli.

A distanza di 10 anni dalla tragedia è arrivata la sentenza del Tribunale di Napoli, che ha riconosciuto al marito e alla figlia di Cristina, un risarcimento di oltre un milione di euro, condannando in solido il Comune di Napoli e il Ministero dell'Interno, responsabile per i vigili del fuoco. Secondo il giudice, quella tragedia si poteva evitare.

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Cristina Alongi

È stata fatta giustizia?

La vera giustizia è stata fatta in sede penale. Adesso anche in sede civile si è avuto il riscontro che, se ci sono dei responsabili, devono assumersi la responsabilità di quello che è successo. Questo però non cancella il dolore per la perdita. Quando si quantificano i danni, si applicano le tabelle del tribunale di Milano. Ma tutti coloro che hanno perso un familiare sanno bene che il dolore non si cancella mai. Per quanto riguarda i tempi della giustizia, bisogna dire che la sentenza è arrivata dopo 10 anni, ma non è dipeso dal tribunale. Le parti hanno aspettato ad adire la giustizia, sperando che le istituzioni si facessero avanti in maniera spontanea. Cosa però che non è avvenuta. Il processo è iniziato nel 2017, solo 5 anni fa, quindi in realtà la giustizia è stata nei tempi, considerando che è cambiato anche un giudice.

La morte di Cristina ha scosso la città, è cambiato qualcosa a Napoli nella manutenzione?

No, purtroppo. È un dato di fatto. Anzi, credo che la situazione oggi sia ancora peggiore. La morte di Cristina non era legata a nessun evento meteorologico. Lei è morta a giugno, non c'erano eventi meteorologici estremi, come vento o pioggia. Purtroppo oggi la situazione è peggiore. Il clima è completamente cambiato, ci sono eventi meteorologici estremi, come è successo a Ischia, con grandi piogge e vento, per cui le istituzioni dovrebbero tutelare i cittadini ancora con maggiore attenzione. Invece, questo sembra non accadere. Cadono alberi, impalcature, cornicioni. Certo, credo che in alcuni casi, ci siano anche responsabilità dei privati. Bisogna stare più attenti e ciascuno deve fare la sua parte. Ho visto il video dell'impalcatura caduta a via Aniello Falcone e mi ha molto scossa.

Cosa ha pensato?

Ho rivissuto il dramma. Nell'audio c'è chi dà l'allarme e dice ‘sta cadendo' e c'è una voce che cerca di tranquillizzare. Ma poco dopo l'impalcatura cade. Questa volta la tragedia non è successa perché così ha voluto il destino, ma quella è una strada molto trafficata e poteva succedere l'ennesima tragedia.

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