Concorso per 1.274 OSS in Campania, nei verbali la denuncia: domande pronte una settimana prima delle prove

“Le prove in sede non si possono sorteggiare per mancanza di tempo”. È questa la risposta che sarebbe stata data alla commissione d'esame del concorsone Oss per 1274 assunzioni in Campania, il più grande del 2025, dal responsabile della ditta privata incaricata di gestire l'organizzazione del concorso il 16 settembre 2025, durante un sopralluogo della commissione esaminatrice al Palapartenope dove si sarebbero dovute tenere le prove scritte.
Il concorso due giorni dopo fu sospeso, lasciando nel limbo i 25mila candidati che si stavano preparando da mesi per sostenerlo, per non meglio precisate "criticità tecniche e organizzative". Fanpage.it ha potuto visionare i verbali della commissione esaminatrice dell'Asl Napoli 1 dal 16 al 29 settembre, dai quali emerge che la sospensione del concorso – attualmente ancora in corso, si stanno ultimando le prove pratiche – fu preceduta da un duro contrasto tra la commissione e la società organizzatrice sulla procedura di predisposizione delle prove, con le buste contenenti le domande preparate una settimana prima del test, e dal rifiuto della ditta di adeguarsi alle richieste della commissione, ritenute conformi alla normativa, circostanza documentata dai verbali.
A distanza di 10 mesi dalle prove scritte, sospese e rinviate dalla Regione Campania per rischio di “porcherie clientelari e compravendita di posti”, parole dell'ex governatore Vincenzo De Luca, emergono nuovi dettagli sul maxi-concorso per assumere 1274 Oss (Operatori Socio-Sanitari) con contratti a tempo indeterminato. Una gigantesca selezione di personale, molto attesa perché andava per la prima volta a dare una speranza di stabilità a centinaia di lavoratori precari.
La storia del concorso Oss: annunciato nel 2024
Il concorso, annunciato da De Luca nel 2024 – all'epoca ancora in pole per un possibile terzo mandato – viene diviso per motivi logistici in due aree territoriali, l'Area 1 da 537 posti bandita dall'Asl Napoli 1 Centro, e l'area 2, gestita dall'Asl di Salerno, per altri 737 posti. Per ciascuna delle due si candidano oltre 12 mila persone (12.893 per l'Area 1, 12.839 per l'Area 2), per un totale di 25.732 aspiranti Oss.
Le prove scritte sono programmate e annunciate per lunedì 22 settembre 2025. Il periodo è quello immediatamente precedente alle elezioni regionali, che si sarebbero tenute il 27 e 28 novembre. Ma 5 giorni prima, il 18 settembre, con i candidati già pronti per sedersi sui banchi, vengono sospese, a sorpresa, per non meglio precisate "criticità tecniche e organizzative". Dopo un lungo periodo di incertezza, il concorso ripartirà con le prove scritte solo il 3 novembre successivo. Affidato sempre alla stessa ditta privata. Ad aprile sono partiti gli orali e attualmente si è in attesa dell'esito. Sulle ombre che hanno circondato la procedura di selezione sono stati presentati due esposti alla Procura di Napoli.
L'ispezione al Palapartenope la settimana prima degli scritti
Ma cosa è successo in quei giorni caotici che hanno portato alla prima sospensione di settembre? Quali sono stati i motivi della decisione? Fanpage.it è in grado di ricostruire quelle giornate concitate, attraverso i verbali della commissione. I verbali non attestano alcuna divulgazione delle prove, ma documentano una modalità organizzativa che la commissione giudicò incompatibile con le garanzie previste dalla normativa e potenzialmente esposta a manipolazioni.
Il 16 settembre, circa una settimana prima delle prove, la commissione esaminatrice responsabile per l'Area 1 del concorso bandita dall'Asl Napoli 1 Centro fa un sopralluogo nella sede del Teatro PalaPartenope a Fuorigrotta, dove si dovrà tenere il filone napoletano della selezione (l'altro, come detto, riguardava l'Asl di Salerno). I commissari riscontrarono che le buste con le domande che si sarebbero dovute sorteggiare il giorno stesso della prova, erano state, in realtà, già preparate una settimana prima.
"Le prove in sede non si possono sorteggiare, manca il tempo"
Alla richiesta di esibire il cronoprogramma delle prove, il responsabile della ditta privata incaricata, come si evince dai verbali di commissione, avrebbe fornito un'“attestazione che per accordi intercorsi si sarebbe proceduto a consegnare alla commissione il giorno delle prove le buste contenenti i tests selezionati già preparate dalla ditta da oltre una settimana”.
La risposta sorprende i commissari che fanno presente l'“irregolarità della procedura in contrasto con la normativa corrente relativa ai concorsi per l'accesso al personale della Pubblica Amministrazione”. La procedura senza sorteggio delle buste nel giorno della prova insospettisce la presidente di commissione. Viene contattata telefonicamente la responsabile delle procedure di reclutamento che in viva voce nega la circostanza.
La commissione, a quel punto, propone “di procedere applicando l'articolo II dei DPR n. 487/1994 (aggiornato il 26.06.2023)”, come prevede la normativa. Nello specifico, preparare tre tracce per ciascuna prova scritta, se gli esami hanno luogo in una sede, ed una sola traccia quando gli esami hanno luogo in più sedi. Le tracce sono segrete e ne è vietata la divulgazione. Le tracce, appena formulate, sono chiuse in plichi suggellati e firmati esteriormente sui lembi di chiusura dai componenti della commissione e dal segretario”.
Una soluzione che però non trova concorde il rappresentante della ditta. Quest'ultimo, si legge nel verbale, “si opponeva alla modifica del procedure attestando che ‘gli accordi sono quelli riportati nel cronoprogramma della ditta, che le prove in sede non si possono sorteggiare per mancanza di tempo ed inoltre le fotocopie sono fatte e imbustate'". A quel punto, la presidente di commissione constata “la situazione irregolare e passibile di manipolazioni che la commissione non avrebbe di certo avvallato” e procede “a richiedere un incontro urgente di confronto con la Direzione aziendale”.
L'incontro in Regione il 17 settembre
Il giorno dopo, 17 settembre, la società viene convocata in Regione al Centro Direzionale per “comunicazioni urgenti inerenti la procedura concorsuale”. In questo contesto, le due aziende capofila del bando, Asl Napoli 1 Centro e Asl di Salerno, segnalano “criticità in riferimento alla banca dati essendo pervenute ancora segnalazioni di errori”. La Regione chiede alla società organizzatrice, in previsione di fissare le nuove date per la convocazione dei candidati per l'espletamento della prova, di certificare formalmente alle aziende la correttezza della banca dati e viene fissato un altro incontro per il 30 settembre.
De Luca denuncia “rischio porcherie clientelari”
Il 18 settembre, l'Asl di Salerno, prima, seguita dall'Asl Napoli 1 Centro, pubblicano l'avviso della sospensione delle prove scritte previste per lunedì 22. La notizia sconvolge i 25mila candidati, che si stavano preparando da mesi per sostenere gli esami e chiedono immediati chiarimenti sulla tempistica. Intervengono anche i sindacati, come la Fp Cgil, che esprime “solidarietà e totale sostegno alle migliaia di candidate e candidati del Concorso Unico che hanno appreso con disorientamento e profonda delusione il rinvio delle date delle prove d'esame”.
In questa situazione, il Governatore Vincenzo De Luca, martedì 23 settembre, a margine di un evento, interviene sulla vicenda. Alcuni elementi richiamati pubblicamente da De Luca coincidono con quanto emerge dai verbali esaminati da Fanpage.it, pur trattandosi di fonti autonome.
“C'era un concorso in atto che riguardava gli OSS – dice De Luca – gli operatori socio sanitari. Abbiamo rilevato una situazione anomala ormai era una voce diffusa quella secondo al quale si stavano vendendo i posti degli Oss. Abbiamo fatto una verifica con le aziende e abbiamo verificato che la società incaricata di fare i quiz, li aveva elaborati una settimana prima delle prove. In questo clima ovviamente non c'era da stare tranquilli. C'era un rischio enorme di porcherie clientelari e di compravendita di posti. Questo è il motivo per cui è stato sospeso tutto”.
L'ex presidente della Giunta regionale, poi, chiarisce: “Il concorso andrà avanti. Chiariamo che si conclude tra 6 mesi, sono 20mila concorrenti, bisogna fare gli orali. Non è una cosa di domani mattina. Ma abbiamo dato indicazione alle Asl Salerno e Napoli 1 di fare i quiz un giorno prima delle prove e di consegnare la busta o ai carabinieri o alla guardia di finanza e di aprire le buste la mattina delle prove. Porcherie clientelari non se ne fanno. La prova andrà fatta, ma coinvolgendo carabinieri e guardia di finanza nel controllo della trasparenza degli atti. Per 10 anni porcherie non ne abbiamo fatte. A cominciare dalle Asl. Non troverete nessuno che sia stato promosso per incarico politico o per pressione politica. Abbiamo cercato di scegliere i migliori manager che avevamo a disposizione”.
Le dimissioni della presidente di commissione
Dopo il rinvio delle prove e la decisione di proseguire con la stessa società organizzatrice, il 29 settembre arrivano le dimissioni della presidente della commissione esaminatrice, Carmela De Cesare, alta dirigente dell'Asl Napoli 1 e con una esperienza trentennale nella gestione dei concorsi in ambito sanitario in Campania. Pesano sulla scelta gli attriti con la ditta organizzatrice e la commissione, come emerge dai verbali, nonché le dichiarazioni pubbliche da parte del Presidente De Luca con il paventato pericolo di "compravendita di posti". Una situazione che ha minato la serenità della procedura.
La ripartenza del concorso
Cosa è successo poi? Il concorso è poi ripartito con nuove modalità organizzative, mantenendo però la stessa società incaricata della gestione. Le prove sono state predisposte alcuni giorni prima della sessione d'esame alla presenza delle forze dell'ordine, secondo le indicazioni rese pubbliche dall'allora presidente della Regione. Nel frattempo la Procura ha ricevuto due esposti sulla vicenda e l'iter concorsuale è proseguito fino agli orali.
Dopo un lungo periodo di incertezza. Il concorso è ripartito il 3 novembre scorso, quando sono iniziate finalmente le prove scritte sospese a settembre. Le domande, secondo quanto filtrato, sarebbero comunque state selezionate il 28 ottobre, alla presenza di un carabinieri, come auspicato da De Luca. La procedura è rimasta nella gestione della ditta privata Sulla vicenda sono arrivate richieste di chiarimenti da parte di diversi esponenti politici, tra i quali il consigliere comunale Sergio D'Angelo, il parlamentare Francesco Emilio Borrelli e Severino Nappi.
La ricostruzione presentata serve esclusivamente a mettere in fila i fatti che hanno portato alla sospensione della procedura avvenuta a settembre, poi, come detto, ripartita dopo le verifiche e non attribuisce responsabilità ai soggetti coinvolti. La ditta privata è bene precisare, è una società con sede a Roma che vanta una esperienza ventennale nell'organizzazione di concorsi pubblici. È chiaro che l'episodio del concorsone Oss va circostanziato e non generalizzato.