Campania, trasporto gratis ai malati oncologici che vanno a curarsi: la proposta di legge da 9 milioni

Chi affronta un ciclo di chemioterapia oppure ha avuto esperienze simili in famiglia lo sa: la fatica non finisce in ospedale, comincia già in macchina, prima ancora di entrare in reparto. È da qui che parte la proposta di legge depositata al Consiglio regionale della Campania per garantire il trasporto gratuito, o a costo ridotto, ai pazienti oncologici che devono raggiungere le strutture sanitarie per i trattamenti.
Il testo porta la firma di cinque consiglieri del MoVimento 5 Stelle: primo firmatario è Raffaele Aveta, insieme ai colleghi di partito Luca Trapanese, Salvatore Flocco, Gennaro Saiello ed Elena Vignati. Si intitola «Interventi per la mobilità dei pazienti oncologici ai fini dell'accesso ai trattamenti terapeutici» e punta a colmare un vuoto che la relazione illustrativa definisce con chiarezza: «gli spostamenti verso i centri specialistici, per chi è debilitato dalla malattia o dalle terapie, rischiano di compromettere la regolarità delle cure».
Il meccanismo, spiegato nei sette articoli del testo, è semplice sulla carta. Il paziente residente in Campania, affetto da patologia oncologica e in cura presso una struttura pubblica o privata accreditata del territorio regionale, presenta domanda all'Azienda sanitaria locale di competenza allegando la certificazione del medico oncologo o del medico di famiglia. L'azienda sanitaria ha 30 giorni di tempo per rispondere: se non lo fa, la richiesta si considera automaticamente accolta, secondo il principio del silenzio-assenso.
Il criterio economico è il cuore della proposta. Il servizio è gratuito per i nuclei familiari con Isee fino a 30mila euro; oltre questa soglia scatta una compartecipazione alla spesa calcolata in modo progressivo, con criteri che la Giunta regionale dovrà definire entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge. La gratuità si estende anche all'accompagnatore, quando la sua presenza è ritenuta necessaria dal medico curante, dettaglio non scontato, perché riconosce per la prima volta un ruolo normato ai caregiver, spesso lasciati fuori da questo tipo di misure.
Per l'organizzazione pratica, le Asl potranno muoversi in due modi: con mezzi propri oppure appoggiandosi alla Croce Rossa Italiana e alle realtà del Terzo settore già attive nel trasporto sociosanitario, comprese le reti di volontariato oncologico presenti sul territorio campano. Se nessuna delle due strade è percorribile, è previsto il rimborso totale o parziale delle spese sostenute e documentate dal paziente, sia per l'andata che per il ritorno. A coprire l'operazione sarà un Fondo regionale per il trasporto dei pazienti oncologici, con una dotazione di 3 milioni di euro l'anno per il triennio 2026-2028, per un totale di 9 milioni. La copertura arriva da uno spostamento di risorse interne al bilancio regionale, dalla Missione 20 (Fondi e accantonamenti) alla Missione 13 (Tutela della salute). Per gli anni successivi al 2028, il rifinanziamento sarà stabilito dalla legge di bilancio, con la possibilità di attingere anche a fondi europei, nazionali o a cofinanziamenti dei Comuni. Ora il testo dovrà seguire il suo iter in commissione prima di arrivare in Aula.