Con la truffa del finto carabiniere rubano due chili d’oro e soldi in casa di una ultraottantenne a Sorrento

La truffa del falso carabiniere ha fatto un'altra vittima. Fortunatamente solo per poco, visto che i carabinieri – quelli veri – hanno sventato un colpo da centinaia di migliaia d'euro. Nella serata dell'8 maggio i militari della compagnia di Sorrento hanno notificato in carcere un'ordinanza di convalida del fermo ad un uomo di trentasette anni, residente a Qualiano. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Napoli Nord su richiesta della procura. L'indagato è gravemente sospettato di rapina aggravata, sostituzione di persona e truffa aggravata ai danni di una donna ultraottantenne della penisola Sorrentina.
L'attività investigativa è stata avviata subito dopo i fatti, avvenuti la mattina del 5 maggio scorso in quel di Sorrento. Secondo quanto ricostruito, la vittima è stata contattata telefonicamente da persone che si sono finti appartenenti all'Arma dei carabinieri. Durante la chiamata le è stato riferito che la sua auto sarebbe stata coinvolta in un furto in una gioielleria di Castellammare di Stabia e che a breve sarebbe stata effettuata una perquisizione nella sua abitazione.
Poco dopo, un uomo si è presentato a casa dell’anziana qualificandosi come carabiniere. Con la minaccia di mettere a soqquadro l’appartamento in caso di mancata collaborazione, avrebbe costretto la donna a consegnare denaro e gioielli. Il bottino è stato quantificato in circa due chilogrammi di gioielli in oro, anche con brillanti, per un valore stimato di circa duecentomila euro, oltre a circa duemila euro in contanti.
Le indagini condotte dai militari della stazione di Sorrento hanno permesso di ricostruire le fasi del reato attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Gli accertamenti hanno consentito di individuare l’auto utilizzata, risultata noleggiata a Napoli, e di seguirne gli spostamenti prima e dopo il colpo. Ulteriori elementi hanno portato all’identificazione dell’indagato, successivamente rintracciato. Durante la perquisizione sono stati trovati capi di abbigliamento compatibili con quelli ripresi dalle telecamere. Determinante anche il riconoscimento da parte della vittima.