Fa la sua comparsa per la prima volta nella musica, attestandosi come neologismo del dialetto napoletano, in una canzone di Pino Daniele. Parliamo della parola "cazzimma", che l'intramontabile chitarrista napoletano cantava nella sua "A me me piace ’o blues". Ma cosa indica questo termine che dal dialetto partenopeo sta facendo capolino nella lingua italiana, tanto che anche il dizionario Treccani la riporta? A rispondere è ancora il bluesman napoletano, dalle pagine del libro "Storie e poesie di un mascalzone latino", (Napoli, Pironti, 1994).

"Chi non è napoletano e non ha mai avuto modo di sentire questo termine, si chiederà giustamente di che si tratti. Ebbè, “cazzimma” – spiega Pino Daniele –  è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè".

Quando nasce la parola cazzimma?

Circa l’origine del termine, va notato che esso non sembra essere un neologismo degli anni ’80, come lascia intendere Pino Daniele – che in quegli anni ne decretava il successo rendendola popolare con le sue canzoni – bensì ai primi anni Cinquanta. Fu allora che da un probabile significato letterale che si riferisce a un aspetto fisiologico è passato ad indicare, per traslato, un atteggiamento scaltro.

Il significato letterale: cos'è davvero la cazzimma?

Per quanto riguarda l’etimologia di cazzimma – spiega l'Accademia della Crusca – essa risulta abbastanza evidente, va cioè collegata al nome dell’organo sessuale maschile + il suffisso napoletano -imma. In ogni caso resta opaco il senso letterale di cazzimma che, forse, in origine indicava una ‘secrezione fisiologica' come l’affine scazzimma. Quanto al significato assunto dalla parola, sembra che questa abbia subito un processo analogo a quello del termine "sfaccimma" (liquido seminale) che dall'indicare ‘la feccia' nel corso del Novecento è passato a designare una "persona furba e intraprendente".