Dal gennaio del 2011, vale a dire negli ultimi 10 anni, il suolo nei Campi Flegrei si è sollevato di 70,5 centimetri. Colpa del bradisismo, il fenomeno di sollevamento e abbassamento del suolo tipico dell'area vulcanica – e sismica – che comprende Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida, la zona flegrea appunto, e si estende fino alla periferia occidentale di Napoli. Lo si evince dal bollettino settimanale di monitoraggio dei Campi Flegrei dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), secondo il quale, da settembre del 2020 ad oggi, il suolo si sta sollevando a una velocità di 13 millimetri ogni mese.

Il bollettino settimanale dei Campi Flegrei

Dal bollettino settimanale di monitoraggio dei Campi Flegrei, che viene diramato ogni settimana dall'Ingv, si evince anche che, nella settimana di riferimento, quella che va dal 15 al 21 febbraio, sono stati registrati 57 terremoti, di magnitudo compresa tra -1.1 e 1.5 della scala Richter. Dei 57 terremoti verificatisi, è stato possibile registrare i dati di 28 di essi: i dati confermano l'esiguo ipocentro, che fa sì che le scosse vengano avvertite, molto spesso, distintamente dalla popolazione. La profondità, infatti, è compresa tra gli 0,73 e i 2,85 chilometri.

I valori del flusso di CO2 dal suolo, che contraddistinguono la zona dei Campi Flegrei, invece non mostrano significative variazioni. "I flussi di CO2 dal suolo misurati nell’ultima settimana non hanno mostrato variazioni significative dopo la diminuzione dei valori registrata tra la fine di aprile e gli inizi di maggio 2020, probabilmente legata a variazioni locali del sito di emissione misurato dalla stazione" spiega l'Ingv nel bollettino.