Pensionato napoletano truffato con un bonifico senza consenso da 1.500 euro: tutto è iniziato con sms
"Continuavano a dirmi: non riattaccare il telefono, così mi hanno svuotato il conto con due bonifici da 3mila euro e poi da 1.500 euro partiti senza consenso". A raccontare la sua storia a Fanpage.it è Mario (nome di fantasia per tutelare la privacy), un pensionato della provincia di Napoli, vittima di una truffa bancaria avvenuta ad aprile. Tutto è partito da un sms partito da un numero di telefono clonato di Unicredit, purtroppo un classico caso di smishing – cioè un sms partito da un numero che sembra quello vero della banca, ma è in realtà falso – che ha preso di mira il 70enne partenopeo. Sulla vicenda, adesso, sono in corso indagini della Procura della Repubblica di Napoli.
"Tutto è partito da un sms con la denominazione ‘info Unicredit' – racconta la vittima a Fanpage.it – Nel messaggio si diceva che era stato autorizzato il pagamento a nuovo beneficiario di oltre 3mila euro. Se non sei stato tu, proseguiva l'sms, contattaci, e veniva indicato un numero di cellulare. Subito dopo è partito un altro bonifico di 1.500 euro circa".
Dopo gli sms falsi della banca, anche i finti vigilantes in casa
"A quel punto – racconta – sono entrato nella banca con l'home banking on line per capire cosa stesse succedendo. Ed ho verificato che effettivamente erano stati fatti due bonifici senza il mio consenso. Sono riuscito a bloccare quello di 3mila euro, mentre il secondo che era istantaneo non è stato possibile revocarlo. Successivamente, ho chiamato il numero indicato nell'sms. Mi ha risposto una voce maschile che mi ha avvisato che ero sotto attacco hacker e che dovevo dare subito il bancomat e il pin. Mentre parlavo, mi ripeteva continuamente: ‘non riattacchi il telefono, non riagganci, è sotto attacco hacker'. Sono stato poi invitato anche a mettere tutti gli oggetti preziosi che avevo a casa in una cesta, poiché sarebbero passati poco dopo degli addetti di una società di vigilanza privata a ritirarli per proteggerli. Così ho fatto ed effettivamente dopo è passato un uomo in divisa che ha ritirato tutto. Solo dopo ho scoperto che si trattava ancora della stessa truffa".
Sulla vicenda sta indagando adesso la Procura di Napoli. "Ancora oggi non riesco a capire come abbiano fatto i truffatori ad entrare nella mia home banking. Vorrei mettere in guardia tutte le persone dei rischi che si possono correre, purtroppo, e avvisarle di stare attenti".
Mario si è rivolto allo sportello di Assoutenti Campania, che si occupa delle vittime di truffe, fornendo assistenza e supporto. "Assoutenti – spiega Roberto Capasso, presidente di Assoutenti Campania – invita sempre gli associati a stare attenti a messaggi e telefonate sospette. Noi organizziamo incontri periodici nella nostra sede per sensibilizzare i cittadini sul tema e aiutarli a difendersi dalle truffe. Nel caso di bonifici partiti dal proprio conto corrente senza autorizzazione, in caso di accesso al proprio conto per problemi di sicurezza dell'Istituto di Credito, Assoutenti Campania offre supporto per eventuali ricorsi all'Abf Arbitro Bancario Finanziario, il sistema stragiudiziale delle controversie".