Sciopero autotrasportatori in Campania, nei supermercati inizia a mancare acqua in bottiglia e pasta

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Presidi ai caselli di A1 e A30, depositi di Carinaro-Teverola paralizzati, i supermercati si stanno svuotando via via, i minimarket reggono.

Scaffali dell'acqua in bottiglia vuoti, clienti in fila per pelati, bottiglie di pomodoro, salumi e latte a lunga conservazione. Stamattina, in alcuni supermercati della Campania, si è visto un affollamento insolito, la corsa alla scorta che chi ha vissuto i giorni del lockdown riconosce subito. A innescarla è la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti, che da giorni blocca strade, poli logistici E gli effetti non si fermano ai negozi. A Benevento il pastificio Rummo ha sospeso la produzione da ieri: i tir fermi impediscono l'arrivo delle materie prime e le scorte disponibili sono esaurite. Il presidente, Cosimo Rummo, riferisce che anche diversi pastifici pugliesi affrontano difficoltà analoghe, mentre La Molisana ha ridotto drasticamente la produzione.

Il nodo è il blocco della logistica. Tra le province di Caserta e Napoli i manifestanti presidiano il casello di Nola, sull'A30 Caserta-Salerno, e quelli di Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello, sull’A1 Milano-Napoli. Il blocco coinvolge gli Interporti di Nola e di Maddaloni-Marcianise e si è esteso all'asse mediano Acerra-Afragola. Da ieri mattina è stata abbandonata la modalità dei tir lumaca in autostrada, che aveva provocato forti disagi. Stamattina tensioni in via Marina a Napoli proprio per questo: alcuni manifestanti avevano tentato di bloccare il passaggio dei camionisti che non aderiscono alla agitazione. Ne sono seguite vivaci discussioni che hanno richiesto l'intervento della polizia. A pagare di più sono le catene della grande distribuzione, che si approvvigionano dai depositi delle aree industriali del Casertano, in particolare Carinaro-Teverola, dove tutto è fermo. Reggono meglio i minimarket e i piccoli alimentari, che comprano da produttori locali e stanno compensando in parte le carenze. Problemi seri per il rifornimento delle isole del Golfo.

Il governo Meloni cerca di arginare, con pochi risultati. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, a Rtl 102.5, ha raccontato di aver passato buona parte di ieri al telefono con autotrasportatori e associazioni del Sud, tra cui la Campania, alcuni dei quali hanno rimosso i blocchi per rifornire negozi, farmacie e supermercati. «I 430 milioni che sono già a bilancio sono disponibili», ha detto, spiegando che il governo si è imposto di cominciare a erogarli «già da questa settimana, perché molte imprese non possono aspettare». Salvini ha anche annunciato «sicuramente risorse aggiuntive». Alla base della protesta c’è il prezzo del gasolio, tornato intorno ai 2,20 euro al litro dal 6 ottobre, quando è finito lo sconto sulle accise.

Sul fronte regionale, il gruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale della Campania ha presentato una mozione per un Fondo di emergenza carburanti da almeno 20 milioni di euro. Prevede ristori a fondo perduto da pagare entro sessanta giorni, con una maggiorazione di almeno il 30% per le imprese delle aree interne e montane, e la sospensione fino a dodici mesi della quota capitale dei finanziamenti. Chiede inoltre di convocare entro sette giorni un'Unità regionale di crisi con associazioni di categoria, sindacati, enti locali e Prefetture.  «Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio due comparti fondamentali della nostra economia, e le conseguenze rischiano di ricadere sull’intera filiera agroalimentare e sulle famiglie», sottolinea il gruppo consiliare del Pd, che al governo chiede di attivare l’accisa mobile e di rifinanziare il credito d’imposta sul gasolio commerciale. La prima verifica per i presidi di Nola e Caserta è alle 15, all’incontro di Milano tra Salvini e gli autotrasportatori. Il 22 ottobre scendono in piazza anche gli agricoltori di Coldiretti che sfileranno a Napoli, in via Santa Lucia, fino ad arrivare davanti alla sede della Regione Campania con i trattori.

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