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backstair / Bloody Money
24 Febbraio 2021
14:24

Bloody Money, il reggente del clan Cimmino augura la morte ai giornalisti di Fanpage.it

Nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli sullo smaltimento illegale di fanghi e rifiuti, oltre a politici e amministratori pubblici dell’azienda Sma della Regione Campania, anche esponenti legati al clan Cimmino del Vomero. In una intercettazione captata dagli inquirenti, il reggente del clan, Andrea Basile, augura la morte ai giornalisti di Fanpage.it per aver fatto saltare l’affare dei fanghi.
A cura di Antonio Musella
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Immagine Bloody Money, inchiesta su rifiuti e politica

A 3 anni dall'inchiesta giornalistica Bloody Money di Fanpage.it, la Procura della Repubblica di Napoli ha fatto scattare le misure cautelari per 17 persone, di cui 3 in carcere e 14 agli arresti domiciliari. Oltre a Luciano Passariello, ex consigliere regionale di Fratelli d'Italia (indagato ma per il quale non sono scattate misure cautelari) il suo segretario particolare Agostino Chiatto e l'ex ad della SMA Campania, Lorenzo Di Domenico, sono stati coinvolte alcune persone che gli inquirenti ritengono legati al clan camorristico dei Cimmino, operante nel quartiere del Vomero a Napoli.

Tra questi Andrea Basile, ritenuto il reggente del clan Cimmino egemone al Vomero, dopo l'arresto del capo famiglia Giovanni Cimmino, e Giovanni Caruson.

Proprio quest'ultimo si era interessato per conto del clan del Vomero agli appalti per lo smaltimento dei fanghi di depurazione che la Sma Campania aveva l'urgenza di smaltire velocemente e che sono risultati al centro del disegno criminoso promosso dagli indagati.

Gli episodi dell’inchiesta

Caruson attraverso il dirigente della Regione Campania Lucio Varriale, lavorava per aggiudicarsi con affido diretto gli appalti per le ditte vicine al clan. Inoltre gli inquirenti hanno accertato l'interesse nell'affare di Luciano Passariello, che era candidato alle elezioni politiche del marzo 2018, imminenti all'epoca dei fatti. L'inchiesta di Fanpage.it pubblicata nella sua prima puntata il 16 febbraio 2018, manda all'aria l'affare a cui stavano lavorando gli uomini del clan Cimmino.

La microspia installata nell'auto di Caruson dalla Squadra Mobile di Napoli intercetta una conversazione inquietante tra Caruson e Andrea Basile reggente del sodalizio di camorra della zona collinare. È il 13 marzo 2018 e i due si disperano per l'affare mandato all'aria dall'inchiesta di Fanpage.it.

Trascrivono gli inquirenti nell'ordinanza di custodia cautelare emessa oggi 24 febbraio 2021:

Basile continua ad insultare i giornalisti di Fanpage augurandogli nuovamente la morte

Il discorso continua: «Noi la scopa l'avevamo indovinata» commenta Caruson rivolgendosi al Basile, facendo riferimento alla trama messa in piedi per portare in porto l'affare. Un affare saltato proprio a causa della pubblicazione della prima puntata dell'inchiesta di Fanpage.it.

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