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11 Ottobre 2021
10:14

Appalti truccati in Campania, dieci arresti: c’è anche il consigliere regionale Nino Savastano

Giovanni Savastano, detto Nino, consigliere regionale in Campania con il gruppo Campania Libera, è finito agli arresti domiciliari. Il consigliere regionale – ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno – è tra i 10 arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Salerno su presunti appalti truccati.
A cura di Valerio Papadia
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Inchiesta su presunti appalti truccati condotta dalla Procura di Salerno, guidata dal procuratore capo Giuseppe Borrelli: sono 10 le persone arrestate dalla Squadra Mobile di Salerno, a vario titolo, con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti: gli indagati, in totale, sono 29, tra cui anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli. Tra gli arrestati c'è anche Giovanni Savastano, detto Nino, consigliere regionale in Campania con il gruppo Campania Libera: per Savastano, ex assessore alle Politiche Sociale del Comune di Salerno, sono scattati gli arresti domiciliari.

Anche un dirigente del Comune di Salerno tra gli arrestati

L'inchiesta della Procura di Salerno riguarda una serie di cooperative che avevano in gestione i lavori di manutenzione ordinaria e conservativa del Comune di Salerno: il presidente e gestore di summenzionate cooperative, Fiorenzo Zoccola, è stato arrestato. Oltre a lui  e al consigliere regionale Savastano, in manette, agli arresti domiciliari, è finito anche Luca Caselli, dirigente del settore ambiente del Comune di Salerno. A Zoccola e Savastano contestato anche il reato di corruzione elettorale.

Tra Salerno, Caserta e Napoli arrestate 63 persone

Alle prime luci di questa mattina, tra le province di Salerno, Napoli e Caserta, la Guardia di Finanza – grazie ai militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e a quelli dei Comandi Provinciali delle tre città campane – coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha condotto una vasta operazione che ha portato all'arresto di 63 persone, 48 delle quali sono finite in carcere. L'accusa per gli indagati è quella di aver riciclato soldi in favore del clan dei Casalesi. Oltre 100 milioni di euro, secondo gli inquirenti, i soldi che gli indagati avrebbero riciclato per conto del clan tramite sistematiche e ingenti frodi fiscali.

Lo scorso luglio, invece, erano state tre le persone arrestate con concorso esterno in associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e impiego di denaro di provenienza illecita. Grazie alle loro società di scavi e di posa in opera di cavi elettrici, avevano ottenuto il monopolio degli appalti del settore nell'Agro-aversano grazie alle intimidazione del clan dei Casalesi, del quale, da esterni, i tre mettevano a disposizione le proprie società.

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