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Trasporto pubblico a Napoli

Anm è risanata, ma dovrà versare altri 14 milioni ai creditori per il concordato di 9 anni fa

Dopo 9 anni chiuso il concordato fallimentare di Anm, nel 2017 aveva 180 milioni di debiti. L’azienda dei trasporti di Napoli è risanata, ma dovrà versare altri 14 milioni ai creditori perché ha fatto utili: 30 giorni per pagare.
Un bus dell’Anm di Napoli
Un bus dell’Anm di Napoli
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Anm, l'azienda dei bus e delle metro di Napoli, è risanata. Dieci anni fa perdeva 27 milioni di euro all'anno e aveva un debito monstre con creditori e fornitori che si aggirava sui 180 milioni di euro. Oggi ha i conti in ordine ed ha chiuso l'ultimo bilancio 2024 con 11 milioni di utili. Per di più ha rinnovato treni, tram e funicolari, conta su una nuova flotta di bus elettrici e nel weekend ci sono le corse fino alle 2 di notte.

Dopo 9 anni, il Tribunale ha chiuso il concordato pre-fallimentare di Anm aperto nel 2017 ed omologato l'anno successivo. L'ultima udienza, come anticipato da Fanpage.it, si è tenuta il 17 giugno scorso. Lo spettro del fallimento, con il decreto del Tribunale – settima sezione civile, Gian Piero Scoppa presidente, giudici Francesco Paolo Feo relatore e Francesca Reale – è stato definitivamente archiviato. Ma Anm dovrà versare entro i prossimi 30 giorni altri 14 milioni ai creditori perché in questi anni ha fatto utili.

Anm ha pagato 100 milioni per salvarsi dal crac

Si tratta della cosiddetta clausola degli upsides, o degli extragettiti, prevista dal concordato iniziale. Nel 2017, Anm, per non fallire, propose di saldare subito ai creditori circa il 57-60 per cento dei debiti, che all'epoca, come detto, ammontavano complessivamente a circa 180 milioni. Il concordato è stato integralmente onorato nei termini con il versamento di circa 100 milioni di euro in favore dei creditori entro il termine previsto che era il 30 giugno 2025.

C'era una clausola, però: nel caso avesse avuto delle entrate extra, queste ultime sarebbero dovute andare a favore dei creditori chirografari non integralmente soddisfatti. Ed è proprio quello che è accaduto. Anm in questi anni, grazie ad una gestione oculata, da una parte, e dall'aumento del turismo dall'altra – 100 milioni di passeggeri sulla metro Linea 1 solo l'anno scorso – ha macinato chilometri e aumentato gli incassi. Per questo motivo, dovrà distribuire l'ulteriore importo di 14 milioni ai suoi vecchi creditori. Resta sullo sfondo ancora un contenzioso con l'Inps da 7,5 milioni, ma che l'azienda conta di vincere e che alla fine si è deciso di far uscire dal concordato per chiuderlo subito.

Il concordato di Anm è stato uno dei più grandi e complessi della storia della Campania ed ha attraversato due sindacature, col passaggio dall'amministrazione De Magistris a quella Manfredi. Il risultato non era affatto scontato, se si considera, come detto, che 9 anni fa Anm registrava perdite di circa 27 milioni di euro all’anno. Il buon esito del concordato rappresenta un risultato di rilievo per la città di Napoli e un esempio dell’utilizzo degli strumenti previsti dall’ordinamento italiano per il risanamento delle imprese. La giunta Manfredi è riuscita a rafforzare l'Anm, aprendo nuove stazioni metro, rinnovando tutti i mezzi di trasporto, facendo assunzioni.

Un risultato che è stato reso possibile dal contributo di numerosi professionisti e amministratori. Tra gli advisor legali EY vi erano gli avvocati Francesco Marotta, che coordinò e impostò il concordato preventivo, affiancato da Angelo Ciro del Duca, oggi in Bip Law & Tax. Stefania Radoccia, oggi Managing Partner di Bip Law & Tax, coordinò le tematiche di diritto del lavoro. Per gli aspetti finanziari come Advisor fu incaricata PwC. Tra coloro che si sono spesi di più per salvare l'azienda Amedeo Manzo, presidente della Napoli Holding, che promosse, in un momento decisivo, il ricorso a una procedura particolarmente complessa, nonché i commissari Massimo Di Pietro e Francesco Sciaudone, che espressero parere favorevole all’omologazione del concordato. Alla procedura contribuirono inoltre l’avvocato Mizzau e gli amministratori che si sono succeduti alla guida della società, Ciro Maglione, Nicola Pascale, Francesco Favo, supportando il percorso di risanamento. A difesa del salvataggio della società anche Nino Simeone, per un decennio presidente della commissione Trasporti del Comune di Napoli.

Adesso l'azienda potrà fare gli investimenti con maggiore libertà. Il Comune di Napoli, proprietario al 100% della società, ha già pronto il pianto per l'affidamento per altri 5 anni, fino al 2031, dei servizi di trasporto pubblico locale, che dovrebbe essere approvato entro fine mese, anche se l'Antitrust ha chiesto, invece, di fare le gare ed ha impugnato al Tar la proroga emergenziale di 6 mesi fatta dal Comune che ha protratto l'affidamento fino al 30 giugno prossimo.

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