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Trasporto pubblico a Napoli

Il Comune di Napoli ha deciso di tenere metro e bus in house ad Anm, nonostante il ricorso dell’Antitrust

Il Comune conferma l’affidamento ad Anm per altri 6 anni a partire da luglio: l’Authority ha impugnato al Tar l’ultima proroga, ma il Comune si costituirà contro. I creditori di 25 milioni di euro in più per chiudere il concordato pre-fallimentare. I sindacati: “Piano diabolico per fermare il risanamento di Anm”
La metro Linea 1 di Centro Direzionale / Fanpage.it
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Trasporto pubblico a Napoli

Metro e bus Anm a Napoli restano pubblici. Il Comune di Napoli ha deciso di confermare l'affidamento in house per 6 anni a partire dal prossimo luglio, nonostante il ricorso dell'Antitrust che ha detto, invece, che bisogna fare le gare. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, ha impugnato al Tar Campania la proroga di 6 mesi che scade il 30 giugno prossimo.

Questa la decisione di Palazzo San Giacomo al termine di un incontro tecnico avvenuto ieri tra Anm e Municipio, con il Nucleo Tecnico di Valutazione. Sullo sfondo, la necessità di chiudere il concordato preventivo fallimentare, la cui udienza finale dovrebbe tenersi il 16 giugno prossimo. Ma c'è la tegola dei creditori, che vista la chiusura in attivo dei bilanci Anm negli ultimi anni – quello del 2024 si è chiuso con 11 milioni di utile netto – hanno chiesto di poter ricevere una parte di questi utili. Si tratta di circa 25 milioni di euro, che potrebbero rientrare nella clausola dell'upside.

I sindacati: "Piano diabolico per fermare il risanamento di Anm"

Nel 2017, infatti, quando fu avviato il concordato per evitare il fallimento di Anm, i creditori accettarono di tagliare i propri crediti al 62,6%, in cambio di ricevere i pagamenti subito. Il tema è stato al centro della commissione comunale Trasporti di oggi, venerdì 29 maggio, presieduta da Aniello Esposito, consigliere comunale Pd, con la partecipazione di tutti i sindacati: "Difenderemo l'affidamento in house ad Anm – assicura Esposito – l'azienda è molto migliorata in questi anni e non si può interrompere questo percorso virtuoso. Siamo vicini sempre al mondo del lavoro che ha fatto grandi sacrifici in questi anni per risanare l'azienda".

All'incontro in commissione hanno partecipato, tra gli altri, i sindacalisti Angelo Lustro (Filt-Cgil), Massimo Aversa (Fit-Cisl), Pierino Ferraiuolo (Uiltrasporti), Fulvio Fasano (UglFna) e Franco Falco (Faisa Cisal), Franco Cuomo (Orsa Trasporti), Adolfo Vallini (Usb) ed il consulente del Comune, l'Avvocato Gianfranco Cacace. Molto duri i sindacati che denunciano un "piano diabolico" per far fallire una società in attivo che fa utili e dà un servizio sempre migliore. I sindacati hanno anche chiesto di rivedere con la Regione Campania la ripartizione del fondo regionale trasporti. Gennaro Acampora, capogruppo Pd, ha confermato la volontà di lavorare per un affidamento in house del Tpl.

Esposito (Pd): "Esterrefatti dall'ipotesi di esternalizzare i trasporti"

Non usa mezzi termini Aniello Esposito, presidente di commissione, per il quale, "l'ipotesi di assegnazione all'esterno dei trasporti ci lascia esterrefatti, dopo tutti i sacrifici e il lavoro fatto in questi anni per migliorare i servizi". A ricostruire le attività di Anm negli ultimi anni in commissione il direttore generale Francesco Favo: "Nel 2024 la Regione Campania ha affidato al Comune di Napoli i servizi dell'ex lotto 5 del Tpl, ossia l'area urbana di Napoli. La volontà dichiarata dal Comune era affidare i servizi alla società in house. Sono decorsi due anni dalla proroga. Da 6 mesi stiamo lavorando con il consulente della Napolholding. In questo contesto, 10 giorni fa l'Antitrust ha presentato un ricorso al Tar per l'affidamento potenziale che il Comune di Napoli vuole fare ed ha contestato l'ultima proroga di 6 mesi. Si accusa l'Anm di non essere all'altezza di un servizio per il mercato e di non avere tutti i requisiti necessari per l'affidamento in house, già contestato. Possiamo dire che i dati portati dall'Antitrust sono datati, perché l'azienda è migliorata moltissimo. La proroga del contratto scade il 30 giugno. Abbiamo incontrato il Comune che ci ha confermato che vuole andare avanti con l'affidamento in house".

Il problema sollevato dall'Antitrust non riguarderebbe solo Napoli, ma anche altre grandi città italiane. "Anche nel Comune di Roma i trasporti sono in house – precisa Favo – Siccome le aziende di trasporto italiane partecipano alle gare all'estero allora si richiede questa reciprocità. La tendenza europea è che si dovranno fare le gare. Questo non significa privatizzare", ma Anm dovrà dimostrare di essere competitiva. "Condivido la preoccupazione – conclude Favo – il 30 giugno non avremo più il contratto. Ieri abbiamo fatto l'incontro col Nucleo Tecnico di Valutazione. Ma il Comune vuole fare l'affidamento in house e si costituirà contro l'antitrust".

Il consulente del Comune per l'Anm

Sulla vicenda è intervenuto anche l'avvocato Gianfranco Cacace, consulente del Comune per le partecipate, tra le quali l'Anm: "È volontà del Comune, non equivoca, di mantenere servizio tpl in house. È un percorso complesso che giù sapevamo, è un mondo nuovo. Quello che è successo ad Anm è accaduto ad altre città capoluogo che sono andate in questa direzione. La normativa comunitaria spinge per i servizi al mercato. C'è un disallineamento tra norme nazionali e comunitarie, perché le società in house sono un fenomeno tipico italiano. Quando ci sono importanti innovazioni dal punto di vista legislativo, le normative nazionali non sono armonizzate con quelle europee. Anm sta parlando con tutti i capoluoghi che stanno facendo lo stesso intervento".

"Il sindaco Manfredi – aggiunge – ha ritenuto che Anm fosse strategica per gli interessi della città. Ha lavorato per trasferire il servizio ad Anm. La legge regionale ha recepito. C'è da dire che la società sta lavorando per potenziarsi e mettersi in condizione per competere con le leggi di mercato, che prevedono che una certa qualità del servizio erogato, non quello dichiarato dalla società, ma percepito dall'utenza. Anm è una azienda ben strutturata ma sconta anni di complessità. Per quanto si sia preso atto che ci sono dei miglioramenti, per socializzare la percezione positiva della qualità del servizio erogato alla cittadinanza ci vorrà un po' di tempo. È tranquillizzante che Anm, che è sotto concordato, abbia avuto performance importanti che le consentiranno di uscire prima dal concordato. Questo significherà presentarsi ai vari organi che devono decidere se Anm è la candidata giusta, con un biglietto da visita migliore".

La tesi del Comune sul ricorso dell'Antitrust

Per quanto riguarda la strategia del Comune al Tar sul ricorso dell'Antitrust, questa si baserà anche sull'interpretazione normativa. L'Authority ritiene che l'ultima proroga emergenziale di 6 mesi sia illegittima. La norma infatti prevede al massimo due proroghe d'emergenza, mentre quella attuale sarebbe la terza. Per il Comune non sarebbe così. La prima proroga è intervenuta prima della norma di modifica. La successiva proroga dopo la modifica legislativa. Quella che l'Authority ritiene una terza proroga, per noi è una seconda proroga perché intervenuta quando è cambiata la norma. L'altra leva sarà quella del tempo. Quando si terrà l'udienza al Tar Campania, infatti, l'Anm dovrebbe già aver avuto il nuovo contratto di servizio e quindi verrà meno l'interesse per la proroga, che sarà ormai superata.

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