La stazione di Napoli Centrale sta per cambiare faccia con un intervento da 21 milioni che non interromperà mai il servizio

Come riconfigurare gli spazi di una stazione ferroviaria attraversata ogni giorno da duecentocinquantamila persone? È questa la sfida che Napoli Centrale si appresta ad affrontare: trasformarsi senza mai chiudere, pezzo dopo pezzo, fino alla fine del 2027. Il progetto di riqualificazione della stazione è stato presentato il a Palazzo Santa Lucia, dal governatore della Campania Roberto Fico, dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e di Elena Sorlini, CEO di Grandi Stazioni Retail, la società che finanzia e realizza l'intervento con il contributo di FS Sistemi Urbani per le parti comuni.
Come in ogni intervento del genere sono i numeri a impressionare: i lavori interessano diecimila metri quadrati dei trentatremila totali della stazione. Sul campo: oltre duemila metri quadrati di nuove vetrate, quarantatré chilometri di cavi elettrici, trecentosettanta micropali per le fondazioni, più di ottomilacinquecento metri quadrati di controsoffitti demoliti e ricostruiti, centosessantacinque tonnellate di strutture in ferro rimosse. Per tutta la durata del cantiere – diciotto mesi – saranno impegnati circa quattrocento addetti, in gran parte provenienti da imprese locali. I lavori procederanno a lotti, con una prima tranche completata prima dell'America's Cup del giugno duemilaventisette e la seconda entro la fine dell'anno. Entro marzo duemilaventisette sarà conclusa la prima parte dell'intervento, mentre entro giugno sarà completata la pavimentazione. Su tutto il progetto lavoreranno circa quattrocentocinquanta operai, che secondo Grandi Stazioni proverranno da ditte locali. Il costo dell'intervento è di ventuno milioni di euro.

Il piano si articola in tre macro-interventi. Il primo riguarda l'asse di corso Arnaldo Lucci e le connessioni sotterranee: nuove scale mobili collegheranno il piano interrato al piano terra, con un corridoio orizzontale che garantirà accesso diretto verso corso Lucci. Il secondo intervento interessa la zona vetrata tra piano terra e piano ammezzato: nuove scale mobili e un ascensore di ultima generazione per migliorare i flussi interni. Il terzo, il più visibile, ridisegna gli spazi della galleria: un corridoio rettilineo a doppia altezza con vetrate continue aprirà la stazione su piazza Garibaldi, collegandola fluidamente a Corso Lucci. «Oggi si accede da lì alla stazione attraverso un corridoio di servizio» spiega l'architetta Susanna Bernardini, direttore tecnico di Grandi Stazioni Retail (quello che dal terminal bus costeggia la Feltrinelli e porta in stazione, tanto per intenderci). «Realizzeremo un accesso vero e proprio»

Il "Diamante" e il triangolo nel pavimento
Al centro del nuovo assetto nasce il "Diamante": al piano terra le biglietterie, al livello superiore le lounge. Le vetrate saranno sostenute da pilastri circolari in acciaio inox progettati per sembrare sospesi rispetto alla struttura originale, sviluppata negli anni Cinquanta, su disegno dell'architetto Pier Luigi Nervi. Nel pavimento ricomparirà il triangolo, elemento già presente nei soffitti e nei tripodi storici della stazione. La nuova galleria sarà percorsa da elementi scultorei in tessuto metallico appesi in quota. Il progetto è stato sviluppato con la Sovrintendenza di Napoli e si è avvalso del contributo del Genio Civile e dei Vigili del Fuoco per le fasi autorizzative. Ormai nelle stazioni ferroviarie moderne le panchine sono ridotte al minimo: si cerca di far passeggiare le persone in questo vero e proprio centro commerciale e se proprio ci si vuol sedere, ci sono bar e ristoranti. «Napoli Centrale non è più soltanto un luogo di transito: è e deve essere una destinazione – dice Sorlini -. Questo investimento è la risposta concreta a una Napoli che cresce, che attrae e che merita infrastrutture all'altezza della sua ambizione».
Il governatore Roberto Fico ha sottolineato la complessità dell'operazione. C'è un numero che impressiona: la stazione napoletana principale conta circa 90 milioni di passeggeri l'anno. Per avere un termine di paragone, la Centrale di Milano, capitale del Nord Italia, ne conta 98. «Eseguire questi lavori a lotti, nonostante questi numeri, sarà complesso, ma ci restituirà una stazione nuova», dice il governatore. Il sindaco Manfredi ha inquadrato l'intervento nella trasformazione più ampia del quadrante di Piazza Garibaldi: «Tale progetto si inserisce nel rilancio di Piazza Garibaldi e zone vicine su cui stiamo lavorando con il terzo settore, imprenditori e rappresentanti del territorio». E ha anticipato il passo successivo: «Ci sarà un intervento importante anche sull'aeroporto, perché dobbiamo avere hub di accesso alla città proporzionati a una domanda che cresce tanto».
